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    <title>News giuridiche</title>
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      <title>News giuridiche</title>
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    <item>
      <title>Risarcimento del danno da diffamazione tramite Twitter</title>
      <link>https://www.mststudiolegale.com/risarcimento-del-danno-da-diffamazione-tramite-twitter</link>
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&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Risarcimento del danno da diffamazione tramite Twitter – rilevanza delle regole di continenza, correttezza formale dell’esposizione e non eccedenza dai limiti di quanto strettamente necessario per il pubblico interesse
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Cassazione civile, I° Sezione, Ord. 16.5.2023 n. 13411
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Attenzione alla diffusione di giudizi ed opinioni tramite social network. Non si tratta di strumenti che sfuggono alle regole della continenza e correttezza formale, pur nel legittimo esercizio del diritto di critica. Occorre evitare l’errore di ritenersi coperti da un circuito comunicativo - quello dei social - per sua natura sintetico, assertivo e scarsamente argomentato. Il rischio è la condanna al risarcimento del danno da diffamazione, come occorso, in sede di merito, nel caso di specie.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nella formulazione di qualunque giudizio critico si possono utilizzare espressioni anche lesive della reputazione altrui, purché siano strumentalmente collegate alla manifestazione di un dissenso ragionato rispetto all’opinione o al comportamento preso di mira, e non si risolvano, invece, in un'aggressione gratuita e distruttiva dell'onore e della reputazione del soggetto interessato.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Lo ha precisato la Sezione I° della Cassazione civile con l’ordinanza 13411/2023, negando l’assunto del ricorrente, secondo il quale, nell’attuale contesto sociale, l’espressione del diritto di critica mediante social network imporrebbe una valutazione dei messaggi meno rigorosa rispetto ai noti limiti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Anzi, secondo la S.C. il post di twitter (così come ogni post su piattaforme social) non si sottrae al necessario rispetto della continenza espressiva, e non può tradursi in una manifestazione di pensiero irresponsabile, soltanto perché veicolata tramite il mezzo prescelto. 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 27 Jun 2023 09:29:54 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Corte di Cassazione, sez. II, ord. 17 febbraio 2023 n. 5073  Trust – disponente ancora in vita – trasferimento proprietà beni al trustee</title>
      <link>https://www.mststudiolegale.com/trust-disponente-ancora-in-vita</link>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
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&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Corte di Cassazione, sez. II, ord. 17 febbraio 2023 n. 5073
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Trust – disponente ancora in vita – trasferimento proprietà beni al trustee – indicazione dei beneficiari eredi legittimi – trust “inter vivos” con effetti “post mortem” – qualificato come donazione indiretta ex art. 809 c.c. – legittimari – azione di riduzione
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cassazione ha avuto modo di analizzare l’istituzione di un trust, con cui il soggetto disponente ha conferito immobili e partecipazioni sociali, indicando alla sua morte, come beneficiari, i suoi discendenti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Come noto, l'attribuzione ai beneficiari del patrimonio che ne costituisce la dotazione, avviene per atto del "trustee", cui il disponente trasferisce la proprietà. Nel caso di specie, l'avvenuta fuoriuscita del "trust fund" dal patrimonio del disponente, quando quest'ultimo era ancora in vita, esclude la natura "mortis causa" dell'operazione, nella quale l'evento morte rappresenta mero termine o condizione dell'attribuzione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Alla luce di queste considerazioni, la Cassazione ha identificato il negozio esaminato come "trust inter vivos" con effetti "post mortem", qualificandolo come donazione indiretta, appartenente alla categoria delle liberalità non donative, ai sensi dell'art. 809 c.c.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Questo inquadramento del trust istituito dal disponente, comporta, secondo la Cassazione, un’ulteriore conseguenza civilistica: la tutela dei diritti successori dei legittimari, che si ritengano pregiudicati dal negozio di segregazione patrimoniale, è assicurata con l’esercizio dell’azione di riduzione ex art. 553 c.c., rimedio che determina la mera inefficacia dell’atto pregiudizievole, ma non anche la nullità, come peraltro ribadito dalla costante giurisprudenza di legittimità.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 28 Feb 2023 17:37:24 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Illegittimo il demansionamento del dipendente se il datore non fornisce la prova della riorganizzazione aziendale Cassazione, sez. lavoro, ordinanza n. 3131 del 2 febbraio 2023</title>
      <link>https://www.mststudiolegale.com/illegittimo-il-demansionamento-del-dipendente-se-il-datore-non-fornisce-la-prova-della-riorganizzazione-aziendale-cassazione-sez-lavoro-ordinanza-n-3131-del-2-febbraio-2023</link>
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&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Attenzione al tema del demansionamento del dipendente.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’assegnazione a mansioni inferiori non è legittima se il datore di lavoro non prova che sia stata dettata da una riorganizzazione aziendale, volta ad incidere sulla posizione lavorativa ricoperta dal dipendente.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Lo ha ricordato la Cassazione, sezione lavoro, con l’ordinanza n. 3131 del 2.2.2023, esaminando un ricorso di una Società datrice di lavoro, che aveva assegnato ad una dipendente il ruolo di operatrice di call center, dopo che la stessa aveva ricoperto per otto anni la funzione di team leader.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’Azienda non ha assolto l’onere probatorio a proprio carico; anzi, nei fatti è emersa una realtà differente, giacché dopo il demansionamento della donna, altri dipendenti erano stati assegnati alle mansioni di team leader.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Questione giuridica importante, che lo Studio MS ha avuto modo di patrocinare anche di recente presso il locale Tribunale di Reggio Emilia, conseguendo sentenza positiva per il dipendente, che, come nel caso trattato dalla Cassazione, era stato addirittura licenziato per giustificato motivo oggettivo, in assenza di una prova, mai fornita dal datore, di una riorganizzazione aziendale che comportasse la soppressione del posto di lavoro.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 07 Feb 2023 08:38:30 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Art 337-septies, comma 2, c.c. - crisi coniugale - protezione dei figli maggiorenni portatori di grave disabilità Cassazione, sez. I, ordinanza n. 2670 del 30 gennaio 2023</title>
      <link>https://www.mststudiolegale.com/art-337-septies-comma-2-c-c-crisi-coniugale-protezione-dei-figli-maggiorenni-portatori-di-grave-disabilita-cassazione-sez-i-ordinanza-n-2670-del-30-gennaio-2023</link>
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&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Pronuncia interessante con riferimento alla portata dell’art. 337 septies c.c. (già 155 quinquies c.c.), in tema di crisi coniugale e presenza di figli maggiorenni con grave disabilità. I Giudici della S.C. hanno enunciato il seguente principio di diritto: “In tema di regolamentazione della crisi familiare in relazione ai figli maggiorenni portatori di handicap grave, i sensi della legge n. 104 del 1992, in forza dell’art. 337 septies c.c. (già art. 155 quinquies c.c.) trovano applicazione le sole disposizioni in tema di visite, di cura e di mantenimento da parte dei genitori non conviventi e di assegnazione della casa coniugale, previste in favore dei figli minori, ma non anche quelle sull’affidamento, condiviso od esclusivo”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Si tratta, comunque, di un’importante lettura della S.C. in ordine alla protezione dei soggetti maggiorenni gravemente
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           disabili, che vivano in un contesto di disgregazione del rapporto coniugale di origine.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 31 Jan 2023 08:30:55 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Trust interposto - decesso del disponente - successione - beni in trust - applicazione imposta ex ART. 8 del D.LGS. 346/1990.</title>
      <link>https://www.mststudiolegale.com/trust-interposto-decesso-del-disponente-successione</link>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cc73d2ec/dms3rep/multi/trust.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Importante risposta dell’Agenzia Entrate ad interpello in tema di Trust.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La questione è di rilievo perché coinvolge il tema della successione del soggetto che aveva disposto un trust, con finalità di passaggio generazionale a favore di figli e nipoti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con il negozio di segregazione il disponente aveva vincolato e trasferito nell’organismo l'intera sua quota di partecipazione di socio accomandante di una società, pari all'86% del capitale sociale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Intervenuto il decesso, i figli chiamati all’eredità, non avendo ancora manifestato l’accettazione, hanno chiesto all’Agenzia Entrate se nella massa ereditaria, ai fini dell’imposta di successione, debba considerarsi inclusa la quota sociale del disponente, suggerendo la soluzione negativa, in quanto bene civilisticamente non appartenente al patrimonio del de cuius, giacché segregato nel trust.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’Agenzia Entrate, con risposta ad interpello n. 176/2023, ha invero mutato il proprio orientamento, ritenendo, invece, che a seguito del decesso del disponente in trust, la partecipazione nella società debba essere inclusa tra i beni e i diritti che formano oggetto della successione e che compongono l'attivo ereditario, con applicazione dell’imposta successoria in base all'articolo 8 del Dlgs n. 346/1990.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Lo Studio MS è a disposizione per esaminare profili sia legati al trust che ad intestazioni fiduciarie, nonché i relativi temi di successione e fiscalità, sovente connessi all’utilizzo dei negozi di segregazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 25 Jan 2023 08:24:10 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.mststudiolegale.com/trust-interposto-decesso-del-disponente-successione</guid>
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    </item>
    <item>
      <title>Il rapporto di lavoro subordinato non è sempre identificabile con assoluta certezza.</title>
      <link>https://www.mststudiolegale.com/il-rapporto-di-lavoro-subordinato-non-e-sempre-identificabile-con-assoluta-certezza</link>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cc73d2ec/dms3rep/multi/headway-5QgIuuBxKwM-unsplash.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’elemento essenziale, che lo caratterizza, è la soggezione personale al 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://www.linkedin.com/feed/hashtag/?keywords=poteredirettivo&amp;amp;highlightedUpdateUrns=urn%3Ali%3Aactivity%3A7019725852007383040" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           potere
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://www.linkedin.com/feed/hashtag/?keywords=poteredirettivo&amp;amp;highlightedUpdateUrns=urn%3Ali%3Aactivity%3A7019725852007383040" target="_blank"&gt;&#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://www.linkedin.com/feed/hashtag/?keywords=poteredirettivo&amp;amp;highlightedUpdateUrns=urn%3Ali%3Aactivity%3A7019725852007383040" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           direttivo
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , disciplinare e di controllo del 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://www.linkedin.com/feed/hashtag/?keywords=datoredilavoro&amp;amp;highlightedUpdateUrns=urn%3Ali%3Aactivity%3A7019725852007383040" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           datore di lavoro
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           . Ma, nel panorama legislativo attuale, e così nel tessuto sociale, vi sono forme di lavoro che possono presentare caratteri similari al 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://www.linkedin.com/feed/hashtag/?keywords=lavorosubordinato&amp;amp;highlightedUpdateUrns=urn%3Ali%3Aactivity%3A7019725852007383040" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           lavoro subordinato
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , pur non rientrando in questo schema.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È importante conoscere il proprio contratto lavorativo, per valorizzare al meglio la propria prestazione e per distinguere correttamente i diritti ed i doveri da esso discendenti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 18 Jan 2023 17:17:52 GMT</pubDate>
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    <item>
      <title>Composizione Negoziata della crisi d'impresa</title>
      <link>https://www.mststudiolegale.com/composizione-negoziata-della-crisi-d-impresa</link>
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&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il Tribunale di Treviso (4.10.2022) ha riconosciuto che la concessione di misure protettive specificatamente individuate dal debitore, e da applicarsi esclusivamente ad un solo creditore, era proporzionata al bilanciamento degli interessi e coerente con il fine perseguito.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La composizione negoziata richiede la buona fede, la correttezza e la trasparenza nella conduzione dell’iter compositivo. Occorre anche un confronto dialettico diretto tra l’imprenditore ed il ceto creditorio, con la presenza costante ed attiva dell’Esperto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Su queste basi si possono costruire importanti risultati per l’impresa. 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Lo Studio Manzini Sabatini assiste l'imprenditore in questo percorso.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 22 Nov 2022 17:12:17 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.mststudiolegale.com/composizione-negoziata-della-crisi-d-impresa</guid>
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    </item>
    <item>
      <title>L’Amministratore di società non risponde della tenuta della contabilità una volta che è cessato dalla carica</title>
      <link>https://www.mststudiolegale.com/lamministratore-di-societa-non-risponde-della-tenuta-della-contabilita-una-volta-che-e-cessato-dalla-carica</link>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cc73d2ec/dms3rep/multi/trent-erwin-UgA3Xvi3SkA-unsplash.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il delitto di bancarotta documentale impropria è reato proprio dell'amministratore, il quale non può, in ragione della qualifica ricoperta in un periodo precedente, rispondere anche della tenuta della contabilità nel periodo successivo alla cessazione della carica.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A meno che – afferma la Cassazione penale, con sentenza n. 34391 del 16 settembre 2022 - non venga provato che egli abbia continuato ad ingerirsi di fatto nell'amministrazione della società oppure, quale extraneus, abbia in qualche modo concorso nelle condotte illecite di cui deve rispondere il nuovo amministratore.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 26 Sep 2022 11:16:20 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>La CTU non è un mezzo di prova e la sua ammissibilità è rimessa solo al prudente apprezzamento del giudice</title>
      <link>https://www.mststudiolegale.com/la-ctu-non-e-un-mezzo-di-prova-e-la-sua-ammissibilita-e-rimessa-solo-al-prudente-apprezzamento-del-giudice</link>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
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&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Corte di Cassazione, Sezione 6 seconda Civile, con l’ordinanza 25 agosto 2022 n. 253, ha dato continuità all’orientamento secondo cui la CTU non è un mezzo di prova in senso proprio, poiché è volta ad aiutare il giudice nella valutazione degli elementi acquisiti, ed è quindi sottratta alla disponibilità delle parti, essendone rimessa l’ammissione, o la mancata ammissione, al prudente apprezzamento del giudice di merito (Cass. sentenza n. 6155 del 13.03.2009, Rv 607649), che, nel caso esaminato dalla Corte, aveva adeguatamente motivato le ragioni del proprio convincimento, circa la non necessità della consulenza tecnica.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’ordinanza ribadisce anche un ulteriore, consolidato, principio, in tema di verbalizzazione degli agenti di polizia, ovverossia che il rapporto di polizia fa piena prova, fino a querela di falso, solo delle dichiarazioni delle parti e degli altri fatti che il pubblico ufficiale attesti come avvenuti in sua presenza, mentre, per quanto riguarda le altre circostanze di fatto che egli segnali di avere accertato nel corso dell'indagine, per averle apprese da terzi o in seguito ad altri accertamenti, il verbale, per la sua natura di atto pubblico, ha pur sempre un'attendibilità intrinseca, che può essere inficiata solo da una specifica prova contraria (ex plurimis Sez. 3, Sent. n. 20025 del 2016).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 15 Sep 2022 06:56:09 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Il rapporto tra la richiesta di documentazione alla banca ex art. 119 TUB e l’ordine di esibizione ex art. 210 c.p.c.</title>
      <link>https://www.mststudiolegale.com/il-rapporto-tra-la-richiesta-di-documentazione-alla-banca-ex-art-119-tub-e-lordine-di-esibizione-ex-art-210-c-p-c</link>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cc73d2ec/dms3rep/multi/banca.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Merita spazio e riflessione la pronuncia della prima Sezione civile della Corte di Cassazione, n. 246418 dell’ 8 giugno - 13 settembre 2021, con la quale gli Ermellini hanno ribadito la corretta operatività in tema di richiesta di documentazione alla Banca.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In primo luogo, è stato precisato il diritto del cliente di ottenere dall'istituto bancario la consegna di copia della documentazione relativa alle operazioni dell'ultimo decennio (compresi gli estratti conto), ex art. 119, 4° comma, TUB, avendo la norma anzidetta natura di diritto sostanziale, la cui tutela è prevista come situazione giuridica «finale», e non strumentale, sicché, per il suo riconoscimento, non assume alcun rilievo l'utilizzo che il cliente intende fare della documentazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nondimeno, con riferimento all’eventuale instaurazione di un contenzioso civile, la S.C. ha rammentato che l’attore non può formulare istanza ex art. 210 c.p.c. allorché non abbia preventivamente richiesto alla banca la documentazione ai sensi dell’art. 119 TUB, non ricevendo positivo riscontro. Come dire, l’ordine di esibizione opera laddove la via stragiudiziale non abbia sortito effetti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Da ultimo, la Cassazione ha pure ribadito che il consulente tecnico d’ufficio non può sostituirsi alla parte onerata processualmente dell’onere probatorio, acquisendo l’anzidetta documentazione d’ufficio, allorché la stessa abbia ad oggetto fatti e situazioni che, essendo posti direttamente a fondamento della domanda o delle eccezioni delle parti, debbano necessariamente essere provati dalle stesse.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 07 Jun 2022 12:50:04 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>ENTRATA IN VIGORE DEL CODICE DELLA CRISI D’IMPRESA E DELL’INSOLVENZA PROROGATA AL 15.7.2022 – RECEPIMENTO DELLA DIRETTIVA “INSOLVENCY”</title>
      <link>https://www.mststudiolegale.com/entrata-in-vigore-del-codice-della-crisi-dimpresa-e-dellinsolvenza-prorogata-al-15-7-2022-recepimento-della-direttiva-insolvency</link>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cc73d2ec/dms3rep/multi/crisi.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’art. 42 del D.L. 36/2022, pubblicato in G.U. il 30.4.2022 (Ulteriori misure urgenti per l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza – PNRR) ha modificato l'articolo 389 del Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza, di cui al decreto legislativo 12 gennaio 2019, n. 14. Sono state apportate le seguenti modifiche:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           a) al comma 1, le parole «16 maggio 2022» sono sostituite dalle seguenti: «
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           15 luglio 2022
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           » e le parole «ai commi 1-bis e» sono sostituite dalle seguenti: «al comma»; b) il comma 1-bis è abrogato.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’entrata in vigore del nuovo Codice della crisi slitta, pertanto, dal previsto 16 Maggio 2022 al 15 Luglio 2022, consentendo di allineare le disposizioni del Codice alla direttiva Insolvency ed al relativo decreto legislativo di recepimento.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con riferimento alla direttiva Insolvency - Direttiva (UE) 2019/1023 – a cui si è ispirato lo schema del D. Lgs. attuativo, giova ricordare che la stessa ha impresso novità importanti in tema di risanamento d’impresa e rilevazione tempestiva della crisi, introducendo i quadri di ristrutturazione preventiva, l’esdebitazione e le interdizioni, nonché misure volte ad aumentare l’efficacia delle procedure di ristrutturazione, insolvenza ed esdebitazione, a modifica della Direttiva (UE) 2017/1132 sulla ristrutturazione e sull’insolvenza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 04 May 2022 16:45:44 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Riconosciuta la possibilità di ottenere decreto ingiuntivo sulla base della semplice produzione delle fatture elettroniche - Tribunale di Reggio Emilia decreto ingiuntivo n. 784 del 13.4.2022</title>
      <link>https://www.mststudiolegale.com/riconosciuta-la-possibilita-di-ottenere-decreto-ingiuntivo-sulla-base-della-semplice-produzione-delle-fatture-elettroniche-tribunale-di-reggio-emilia-decreto-ingiuntivo-n-784-del-13-4-2022</link>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cc73d2ec/dms3rep/multi/notifica-giudiziaria-notaio-titolo.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Lo Studio Legale Manzini - Sabatini ha ottenuto un importante risultato nell’ambito dell’attività di recupero del credito, di cui si occupa per imprese, professionisti e fallimenti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Infatti, con decreto ingiuntivo n. 784/2022 depositato in data 13.4.2022, il Tribunale di Reggio Emilia, aderendo all’orientamento che si sta diffondendo in diversi Tribunali di merito, accoglie la richiesta del Fallimento ricorrente che ha domandato l’emissione di decreto ingiuntivo sulla base della semplice produzione delle fatture elettroniche dell’impresa.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In sostanza, il Fallimento, trovandosi nell’impossibilità di produrre gli estratti autentici delle scritture contabili della società, perché le stesse non sono state rinvenute dal curatore fallimentare al momento della ricognizione della documentazione della fallita, si sarebbe trovato nell’impossibilità di accedere alla procedura monitoria.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il Tribunale di Reggio Emilia accoglie invece la prospettazione del Fallimento ricorrente, avallandone la tesi e riconoscendo che laddove le fatture elettroniche siano prodotte in formato xml, costituiscano veri e propri duplicati informatici ai sensi dell’art. 1, comma 1 lettera 1) quinquies del d. Lgs. N. 82/2005 “codice dell’amministrazione digitale” e pertanto siano da ritenersi equipollenti all’estratto autentico delle scritture contabili previsto dall’art. 634 comma 2 c.p.c.”
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Questa decisione afferma quindi l’importante principio secondo il quale è integrata la prova scritta del credito, equipollente all’estratto autentico delle scritture contabili previsto dall’art. 634, co. 2 c.p.c., ogniqualvolta il creditore sia in grado di produrre il file delle fatture elettroniche inviate e delle ricevute dallo SDI in formato .xml e pdf.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il Tribunale di Reggio Emilia, con questa decisione, amplia il ventaglio delle possibilità per accedere più celermente e con minori costi al recupero dei crediti “incagliati”, soprattutto per professionisti e fallimenti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 04 May 2022 10:19:33 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Riconoscimento dell’assegno unico ai genitori separati - Circolare INPS n.1714 del 20.4.2022</title>
      <link>https://www.mststudiolegale.com/riconoscimento-dellassegno-unico-ai-genitori-separati</link>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cc73d2ec/dms3rep/multi/1_w0_jT_PYs3TpFGFZwkw7uA.jpeg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           E’ recentemente stata pubblicata un’importante circolare dell’INPS, la n. 1714 del 20.4.2022, in tema di assegno unico universale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il principio generale riconosciuto dalla legge prevede infatti che l’assegno unico universale sia erogato in pari misura tra coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o abbiano l’affidamento condiviso dei figli.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tuttavia, esiste un’importante eccezione a tale regola generale, con possibilità che l’assegno unico venga erogato ad uno solo dei genitori, laddove vi sia un provvedimento del giudice od un accordo scritto tra le parti (trasfuso in un verbale di separazione o di divorzio) che autorizzi un solo genitore, generalmente il collocatario del minore, a farne richiesta.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In questo caso, l’INPS stabilisce che l’assegno venga erogato ad uno genitore, qualora il giudice, nel provvedimento che disciplina la separazione o il divorzio, abbia disposto che dei contributi pubblici ne usufruisca uno solo dei genitori.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In questo modo, si deroga alla regola generale e viene consentito al genitore richiedente di selezionare nell’apposita opzione della domanda l’erogazione dell’AUU al 100%. Inoltre, qualora l’assegno sia già erogato con ripartizione al 50%, il genitore ha la possibilità di chiedere la modifica delle modalità di erogazione, integrando la domanda on line a suo tempo già presentata e chiedendo il pagamento del 100%.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Si tratta di un’importante circolare dell’INPS che pone alcuni punti fermi su un tema attualissimo e delicatissimo nell’ambito delle separazioni e dei divorzi, quello del riconoscimento dell’assegno unico universale in caso di genitori separati, di recente introduzione normativa.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 04 May 2022 10:04:32 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.mststudiolegale.com/riconoscimento-dellassegno-unico-ai-genitori-separati</guid>
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    </item>
    <item>
      <title>Dichiarazione di fallimento in assenza di risoluzione del concordato preventivo – le Sezioni Unite rispondono positivamente</title>
      <link>https://www.mststudiolegale.com/dichiarazione-di-fallimento-in-assenza-di-risoluzione-del-concordato-preventivo</link>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
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&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con sentenza del 14.2.2022 n. 4696, le Sezioni Unite della Suprema Corte hanno risolto un contrasto interpretativo tra giurisprudenza e dottrina, precisando che sia ben possibile richiedere il fallimento di una società, che si trovi nell’alveo di una procedura di concordato preventivo omologato, ancorché non sia già intervenuta la risoluzione del concordato anzidetto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In sostanza, rilevano le Sezioni Unite che, seppur tra concordato preventivo e fallimento sussista un coordinamento, volto ad attribuire preminenza allo scopo preventivo ed alternativo del concordato, l'intervenuta omologazione, la chiusura della procedura concordataria e l'accesso del debitore alla fase esecutiva dell'accordo comportano comunque l'applicazione dei principi generali di responsabilità.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per tale ragione, se dalla mancata esecuzione dell'accordo concordatario si possano trarre elementi d’insolvenza, la dichiarazione di fallimento potrà intervenire senza la necessaria preventiva risoluzione del concordato.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Questo il principio di diritto a cui le Sezioni Unite hanno vincolato il nuovo scrutinio della Corte d’Appello, destinataria del
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            rinvio: “Nella disciplina della legge fallimentare risultante dalle modificazioni apportate dal D. lvo n. 5/2006 e dal D. Lvo 169/2007, il debitore ammesso al concordato preventivo omologato che si dimostri insolvente nel pagamento dei debiti concordatari può essere dichiarato fallito, su istanza dei creditori, del PM o sua propria, anche prima ed indipendentemente dalla risoluzione del concordato ex art. 186 l.fall.”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 17 Feb 2022 11:59:06 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.mststudiolegale.com/dichiarazione-di-fallimento-in-assenza-di-risoluzione-del-concordato-preventivo</guid>
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    </item>
    <item>
      <title>Decreto Legge 7.1.2002 n. 1 – vigenza dall’8.1.2022 - misure urgenti per fronteggiare l'emergenza COVID-19</title>
      <link>https://www.mststudiolegale.com/decreto-legge-7-1-2002-n-1-vigenza-dall8-1-2022-misure-urgenti-per-fronteggiare-l-emergenza-covid-19</link>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cc73d2ec/dms3rep/multi/covid.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Decreto Legge 7.1.2002 n. 1 – vigenza dall’8.1.2022 - misure urgenti per fronteggiare l'emergenza COVID-19, in particolare nei luoghi di lavoro, nelle scuole e negli istituti della formazione superiore
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Cerchiamo di schematizzare i punti nodali emergenti dal recentissimo D.L. 1/2022, portante misure ulteriori, soprattutto nei luoghi di lavoro e nelle scuole, per fronteggiare l’emergenza epidemiologica in corso (anche fronte dei primi chiarimenti operativi emergenti dalla Circolare ministeriale dell’8.1.2022, licenziata di concerto tra il Ministero dell’Istruzione - Dipartimento per le risorse umane, finanziarie e strumentali ed il Ministero della Salute - Direzione generale della prevenzione sanitaria).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Date da rammentare:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ➢ 8 Gennaio 2022: vigenza delle disposizioni del D.L. 7.1.2002 n. 1.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ➢ 31 Marzo 2022: cessazione (stando alla normativa attuale) dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-19.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ➢ 8 Gennaio 2022 - 15 Giugno 2022: operatività dell’obbligo di vaccinazione contro il Covid per tutti i cittadini italiani e di altri Stati membri dell'Unione europea residenti nel territorio dello Stato, nonché per i cittadini stranieri iscritti e non iscritti al Servizio sanitario nazionale che hanno compiuto 50 anni di età alla data di entrata in vigore del decreto o in data successiva. Prevista una sanzione amministrativa pecuniaria di € 100,00, irrogata una tantum, per i soggetti risultati inadempienti all’obbligo anzidetto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ➢ 15 Febbraio 2022 - 15 Giugno 2022: sono tenuti ad esibire il Green Pass Rafforzato per accedere ai luoghi di lavoro i seguenti soggetti al nuovo obbligo vaccinale (over 50): ⦁ i dipendenti pubblici e tutti i soggetti che svolgono, a qualsiasi titolo, la propria attività lavorativa o di formazione o di volontariato presso le PA, anche sulla base di contratti esterni (articolo 9 quinquies del decreto Riaperture); ⦁ i magistrati ordinari, amministrativi, contabili e militari, i componenti delle commissioni tributarie, i magistrati onorari e i giudici popolari per accedere agli uffici giudiziari ove svolgono la loro attività lavorativa, nonché i difensori, i consulenti, i periti e gli altri ausiliari del magistrato estranei alle amministrazioni della giustizia (articolo 9 sexies del decreto Riaperture); ⦁ i lavoratori del settore privato e tutti i soggetti che svolgono, a qualsiasi titolo, la propria attività lavorativa o di formazione,
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           anche in qualità di discenti, o di volontariato nei luoghi di lavoro, anche sulla base di contratti esterni (articolo 9 septies del decreto Riaperture).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ➢ 1° Febbraio 2022: da tale data è operativo l’obbligo vaccinale anti Covid per il personale delle università, delle istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica e degli istituti tecnici superiori.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ➢ 8 gennaio 2022 - 31 marzo 2022: l’obbligo di esibire o di possedere il Green pass base (ottenuto con vaccinazione, guarigione o test antigenico rapido o molecolare, quest'ultimo anche su campione salivare) per accedere agli uffici giudiziari, si applica anche ai difensori, ai consulenti, ai periti e agli altri ausiliari del magistrato estranei alle amministrazioni della giustizia. ATTENZIONE: L'assenza del difensore conseguente al mancato possesso o alla mancata esibizione della certificazione verde COVID-19 non costituisce impossibilità di comparire per legittimo impedimento.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Esclusi dall'obbligo di Green pass base per l'accesso negli uffici giudiziari i testimoni e le parti del processo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ➢ 10 Gennaio 2022 – 31 Marzo 2022: occorre possedere ed esibire il Green pass rafforzato (ottenibile con vaccinazione e guarigione) per accedere ai seguenti servizi e attività: ⦁ alberghi e altre strutture recettive e servizi di ristorazione prestati all'interno degli stessi anche se riservati ai clienti ivi alloggiati; ⦁ sagre e fiere, convegni e congressi; ⦁ feste conseguenti alle cerimonie civili o religiose; ⦁ mezzi di trasporto, compreso quello pubblico locale e regionale (aerei, treni, navi e traghetti; autobus e pullman di linea che collegano più di due regioni; autobus e pullman adibiti a servizi di noleggio con conducente, mezzi impiegati nei servizi di trasporto pubblico locale o regionale); ⦁ impianti di risalita con finalità turistico-commerciale, anche se ubicati in comprensori sciistici; ⦁ servizi di ristorazione all'aperto; ⦁ piscine, centri natatori, sport di squadra e di contatto, centri benessere per le attività all'aperto; ⦁ centri culturali, centri sociali e ricreativi per le attività all'aperto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ➢ 20 gennaio 2022 - 31 Marzo 2022: solo con Green pass base è possibile accedere ai: ⦁ servizi alla persona (ad esempio centri estetici, parrucchieri, barbieri ed altro); ⦁ colloqui visivi in presenza con i detenuti e gli internati, all'interno degli istituti penitenziari per adulti e minori.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ➢ 1° febbraio 2022 (o dalla diversa data di efficacia dell’emanando decreto del Presidente del Consiglio dei ministri) – 31 Marzo 2022: solo con Green pass base è possibile l'accesso ai pubblici uffici, servizi postali, bancari e finanziari, attività commerciali, fatti salvi quelli necessari per assicurare il soddisfacimento di esigenze essenziali e primarie della persona.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tipologie di Green Pass attualmente valide:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ✓ Green pass base: certificazione verde COVID-19 per vaccinazione, guarigione, test antigenico rapido o molecolare con risultato negativo;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ✓ Green pass rafforzato: certificazione verde COVID-19 per vaccinazione o guarigione;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ✓ Green pass booster: certificazione verde COVID-19 rilasciata dopo la somministrazione della dose di richiamo, successiva al completamento del ciclo vaccinale primario. Chi non ha ancora fatto la dose di richiamo potrà utilizzare il green pass da ciclo vaccinale primario completato o da guarigione, ma dovrà presentare contestualmente un documento, cartaceo o digitale, di un test antigenico rapido o molecolare, eseguito nelle 48 ore precedenti, che attesti l’esito negativo al SARS-CoV-2. Dal 1° febbraio 2022 la validità del G.P. da vaccinazione e guarigione post vaccinazione è ridotta da 9 a 6 mesi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           LA SITUAZIONE SCOLASTICA
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’art. 4 del D.L. 7.1.2002 n. 1, alla luce anche dei chiarimenti operativi forniti tramite Circolare Ministeriale dell’8.1.2022 (Min. Istruzione e Salute), può essere così sunteggiato:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sistema integrato di educazione e di istruzione 0 – 6 anni
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In presenza di un caso di positività nella sezione o gruppo classe, per i bambini appartenenti alla stessa sezione/gruppo del caso positivo si prevede:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           • attività didattica =&amp;gt; sospesa per 10 giorni;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           • misura sanitaria =&amp;gt; quarantena della durata di 10 giorni con test di uscita – tampone molecolare od antigenico con risultato negativo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Scuole elementari (scuole primarie)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In presenza di un solo caso di positività nella classe vengono disposte le seguenti misure:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           • attività didattica =&amp;gt; in presenza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           • misura sanitaria =&amp;gt; sorveglianza con test antigenico rapido o molecolare da svolgersi prima possibile (T0) dal momento in cui si è stati informati del caso di positività e da ripetersi dopo cinque giorni (T5).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In presenza di almeno due casi positivi vengono disposte le seguenti misure per i compagni di classe:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           • attività didattica =&amp;gt; è sospesa l’attività in presenza, si applica la didattica a distanza per la durata di dieci giorni;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           • misura sanitaria =&amp;gt; quarantena della durata di 10 giorni con test di uscita - tampone molecolare o antigenico - con risultato negativo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Scuola secondaria di I e II grado e percorsi di istruzione e formazione prof.le
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In presenza di un caso di positività nella classe vengono disposte le seguenti misure:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           • attività didattica =&amp;gt; in presenza, con l’obbligo di indossare dispositivi di protezione delle vie respiratorie di tipo FFP2 per almeno 10 giorni;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           • misura sanitaria: Auto-sorveglianza 1).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In presenza di due casi positivi nella classe, le misure previste sono differenziate in funzione dello stato vaccinale:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A) per gli alunni che non abbiano concluso il ciclo vaccinale primario o che lo abbiano concluso da più di centoventi giorni, che siano guariti da più di centoventi giorni e ai quali non sia stata somministrata la dose di richiamo si prevede:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           • attività didattica =&amp;gt; è sospesa l’attività in presenza, si applica la didattica digitale integrata per la durata di dieci giorni;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           • misura sanitaria =&amp;gt; quarantena della durata di 10 giorni con test di uscita - tampone molecolare o antigenico - con risultato negativo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           B) per gli alunni che abbiano concluso il ciclo vaccinale primario, o che siano guariti, da meno di centoventi giorni e per coloro ai quali sia stata successivamente somministrata la dose di richiamo, si prevede:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           • attività didattica =&amp;gt; in presenza con l’obbligo di indossare dispositivi di protezione delle vie respiratorie di tipo FFP2 per almeno 10 giorni;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           • misura sanitaria =&amp;gt; Auto-sorveglianza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nb: Per il caso in esame corre l’obbligo di precisare che, alla luce della nuova normativa, i requisiti per poter frequentare in presenza, seppur in regime di Auto-sorveglianza, devono essere dimostrati dall’alunno interessato.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’istituzione scolastica, per effetto dell’intervento legislativo, è abilitata, in questo specifico caso, a prendere conoscenza dello stato vaccinale degli studenti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In presenza di almeno tre casi di positività nella classe vengono disposte le seguenti misure.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           • attività didattica =&amp;gt; è sospesa l’attività in presenza, si applica la didattica a distanza per la durata di dieci giorni;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           • misura sanitaria =&amp;gt; si applica quanto previsto dalla Circolare del Ministero della Salute 0060136-30/12/2021 per i contatti stretti (ad ALTO RISCHIO).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           1) Il regime precauzionale dell’Auto-sorveglianza prevede: “è fatto obbligo di indossare dispositivi di protezione delle vie respiratorie di tipo FFP2 per almeno 10 giorni dall’ultima esposizione al caso. Il periodo di Auto-sorveglianza termina al giorno 5. È prevista l’effettuazione di un test antigenico rapido o molecolare per la rilevazione dell’antigene Sars-Cov-2 alla prima comparsa dei sintomi e, se ancora sintomatici, al quinto giorno successivo alla data dell’ultimo contatto stretto con soggetti confermati positivi al Covid 19.” (si veda la Circolare del Ministero della Salute 0060136 30/12/2021).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 10 Jan 2022 17:13:39 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Mediazione demandata ope iudicis – art. 5, c. 2 e 2bis, D.lgs. 28/2010 – termine 15 gg. assegnato dal Giudice</title>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cc73d2ec/dms3rep/multi/notifica-giudiziaria-notaio-titolo.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Mediazione demandata ope iudicis – art. 5, c. 2 e 2bis, D.lgs. 28/2010 – termine 15 gg. assegnato dal Giudice – no perentorietà – esperimento entro l’udienza di rinvio - no improcedibilità della domanda
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La seconda sezione civile della Suprema Corte, con sentenza n. 40035 del 14.12.2021, ha fornito un importante chiarimento in ordine al dibattuto e delicato tema del mancato rispetto del termine di 15 giorni per il deposito della domanda introduttiva, assegnato dal Giudice che ha demandato le parti in mediazione, alla luce di una valutazione preventiva di conciliabilità della controversia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Come noto, si sono susseguite interpretazioni difformi nella giurisprudenza di merito circa la natura dell’anzidetto termine, considerato da alcuni ordinatorio, da altri perentorio, e finanche non endoprocessuale, con conseguente inapplicabilità dell’art. 152 c.p.c.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cassazione civile, con un percorso argomentativo convincente, ha individuato il parametro di riferimento a cui ancorare la declaratoria d’improcedibilità della domanda giudiziale: il regolare esperimento del primo incontro delle parti, dinanzi al mediatore, con esito negativo, entro l’udienza di rinvio disposta dal Giudice.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Se in quella udienza risulterà positivamente verificata l’anzidetta condizione, il Giudice non potrà che proseguire il giudizio di merito. In difetto, la parte interessata sarà esposta al giudizio d’improcedibilità.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Trattasi di approdo conforme allo scopo a cui è improntato l’impianto normativo in tema di mediazione, ovverossia la deflazione del contenzioso giudiziale, che conserva il carattere di extrema ratio rispetto alla vertenza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Questo il principio di diritto enucleato dalla seconda sezione della S.C. “Ai fini della sussistenza della condizione di procedibilità, in ipotesi di mediazione delegata ex art. 5, commi 2 e 2-bis, del d.lgs. n. 28 del 2010, ciò che rileva è l’utile esperimento, entro l’udienza di rinvio fissata dal giudice, della procedura di mediazione - da intendersi quale primo incontro delle parti innanzi al mediatore e conclusosi senza l’accordo - e non già l’avvio di essa nel termine di quindici giorni indicato dal medesimo giudice delegante con l’ordinanza che dispone la mediazione”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 29 Dec 2021 17:28:01 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.mststudiolegale.com/mediazione-demandata-ope-iudicis</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Notificazione atti impositivi tributari – scissione degli effetti della notificazione – sussistenza – irrilevanza del soggetto notificatore</title>
      <link>https://www.mststudiolegale.com/copia-di-interessi-legali-tasso-all1-25-dal-1-1-2022</link>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cc73d2ec/dms3rep/multi/notifica-giudiziaria-notaio-titolo.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le Sezioni Unite civili, con la sentenza n. 40543 del 17.12.2021, hanno fornito un’importante precisazione in ordine al momento di perfezionamento della notifica degli atti impositivi tributari rispetto al termine di decadenza previsto dalle singole leggi d'imposta per l'esercizio del potere di accertamento.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In sostanza, due i punti cardine dell’arresto: 1) non sussisterebbero valide ragioni per discostarsi dall’orientamento che sostiene l'applicabilità anche agli atti impositivi tributari del principio di scissione degli effetti della notificazione tra il notificante e il destinatario dell'atto; 2) è ininfluente la natura del soggetto notificatore, terzo (ufficiale giudiziario) o dipendente della parte notificante (messo notificatore speciale).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ecco il principio di diritto enucleato dalle Sezioni Unite: “In materia di notificazione degli atti di imposizione tributaria e agli effetti di questa sull’osservanza dei termini, previsti dalle singole leggi di imposta, di decadenza dal potere impositivo, il principio della scissione soggettiva degli effetti della notificazione, sancito per gli atti processuali dalla giurisprudenza costituzionale, e per gli atti tributari dall’art. 60 del DPR 29 settembre 1973 n. 600, trova sempre applicazione, a ciò non ostando né la peculiare natura recettizia di tali atti né la qualità del soggetto deputato alla loro notificazione. Ne consegue che, per il rispetto del termine di decadenza cui è assoggettato il potere impositivo, assume rilevanza la data nella quale l’ente ha posto in essere gli adempimenti necessari ai fini della notifica dell'atto e non quello, eventualmente successivo, di conoscenza dello stesso da parte del contribuente”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 29 Dec 2021 17:14:55 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.mststudiolegale.com/copia-di-interessi-legali-tasso-all1-25-dal-1-1-2022</guid>
      <g-custom:tags type="string">Interessi legali,Avvocati</g-custom:tags>
    </item>
    <item>
      <title>Interessi legali - tasso all’1,25% dal 1.1.2022</title>
      <link>https://www.mststudiolegale.com/interessi-legali-tasso-all1-25-dal-1-1-2022</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cc73d2ec/dms3rep/multi/euro-45.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con decreto 13.12.2021 del Ministero dell’economia e delle Finanze, la misura del saggio degli interessi legali di cui all'art. 1284 del codice civile è fissata all'1,25 per cento in ragione d'anno, con decorrenza dal 1° gennaio 2022.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Alcuni riflessi di questa modifica:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           a) in caso di ravvedimento operoso, finalizzato a regolarizzare il ritardato pagamento delle imposte, vi sarà un inevitabile aumento dell’importo finale;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           b) in tema d’imposte indirette, varieranno i coefficienti per determinare il valore, ai fini delle imposte di registro, ipotecaria, catastale, di successione e donazione, di alcune rendite.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           c) aumenteranno le sanzioni civili previste per l’omesso o ritardato versamento di contributi previdenziali e assistenziali.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 22 Dec 2021 17:02:02 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.mststudiolegale.com/interessi-legali-tasso-all1-25-dal-1-1-2022</guid>
      <g-custom:tags type="string">Interessi legali,Avvocati</g-custom:tags>
    </item>
    <item>
      <title>L’IMPORTANZA DELL’AMMONIMENTO DEL QUESTORE PER ATTI DI CYBERBULLISMO</title>
      <link>https://www.mststudiolegale.com/limportanza-dellammonimento-del-questore-per-atti-di-cyberbullismo</link>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cc73d2ec/dms3rep/multi/cyber+bullying.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La misura in oggetto rappresenta un importante strumento correttivo avverso condotte minorili di cyberbullismo, fenomeno in costante crescita, alla luce dell’utilizzo incosciente e distorto dei social media da parte di una fetta di nativi digitali.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’art. 7 della Legge 71/2017 - illuminato intervento legislativo degli ultimi anni – consente al Questore di operare un importante intervento con finalità preventive ed educative, come da tenore della norma anzidetta: “Fino a quando non è proposta querela o non è presentata denuncia per taluno dei reati di cui agli articoli 594, 595 e 612 del codice penale e all'articolo 167 del codice per la protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, commessi, mediante la rete internet, da minorenni di età superiore agli anni quattordici nei confronti di altro minorenne, è applicabile la procedura di ammonimento di cui all'articolo 8, commi 1 e 2, del decreto-legge 23 febbraio 2009, n. 11, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 aprile 2009, n. 38, e successive modificazioni. 2. Ai fini dell'ammonimento, il questore convoca il minore, unitamente ad almeno un genitore o ad altra persona esercente la responsabilità genitoriale. 3. Gli effetti dell'ammonimento di cui al comma 1 cessano al compimento della maggiore età”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Numerosi interventi in tal senso si sono succeduti da parte di Questori competenti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Da ultimo, si segnala il provvedimento di ammonimento emesso dal Questore di Pescara, nel Maggio 2021, nei confronti di tre minori che avevano ideato e condiviso attraverso alcune chat, degli stickers dal contenuto altamente offensivo e denigratorio nei confronti di una coetanea, anch’essa minorenne, realizzati anche carpendo dai profili social della medesima alcune fotografie e scattandone altre, a sua insaputa e senza il consenso dell’esercente la responsabilità genitoriale. Sempre all’interno delle medesime chat, i tre giovani avevano altresì espresso a più riprese giudizi sulla studentessa, volti ad isolarla ed a pregiudicarne autostima e serenità.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I giovani, convocati presso gli uffici di Polizia, alla presenza dei genitori, sono stati informati in ordine al provvedimento emesso nei loro confronti, cercando di stimolare la loro coscienza circa la gravità di quanto posto in essere. Particolare enfasi è stata posta sulla sofferenza causata alla vittima, generando così un confronto costruttivo e stimolando una seria riflessione, da approfondire sia in famiglia che a scuola.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sono stati inoltre invitati a cancellare dal telefonino e da qualsiasi altro device le immagini ed i commenti denigratori e, soprattutto, a non ripetere tali condotte, pena il loro deferimento all’Autorità Giudiziaria.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La misura anzidetta è improntata sia a tutelare la vittima, evitando il perpetuarsi di condotte lesive della sua dignità personale, sia a preservare l’autore dei fatti da un eventuale processo penale, e ciò in ragione della minore età, richiamando la sua riflessione ed attenzione sul disvalore sociale dei comportamenti tenuti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 08 Nov 2021 10:38:35 GMT</pubDate>
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      <g-custom:tags type="string">cyber bullismo,bullismo minori</g-custom:tags>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>La società fiduciaria non risponde delle obbligazioni tributarie del fiduciante.</title>
      <link>https://www.mststudiolegale.com/la-societa-fiduciaria-non-risponde-delle-obbligazioni-tributarie-del-fiduciante</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
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&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Società fiduciarie ex Legge 1966/1939 – attività di gestione statica – mandato senza rappresentanza – intestazione meramente formale – proprietà dei valori in capo al fiduciante – pactum fiduciae opponibile all’Agenzia delle Entrate.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Commissione tributaria regionale della Campania – sez. 15 - sent. n. 6506/2021 (ud. 28.6.2021) dep. il 9.9.2021
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Lo Studio Manzini – Sabatini ha ottenuto un importante risultato e beneficio di una società fiduciaria, che svolge attività di amministrazione statica di valori mobiliari nell’interesse di fiducianti, ai sensi della Legge 1966/1939 e succ. integrazioni.
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           La società fiduciaria riceveva un avviso di accertamento da parte dell’Agenzia Entrate di Napoli 1, afferente ad un debito tributario maturato in capo alla società (medio tempore cancellata dal Registro Imprese ed estinta) il cui capitale sociale era stato - per intero - fiduciariamente intestato da parte dell’ex amministratore unico, tramite contratto di mandato fiduciario intercorso con la società fiduciaria medesima.
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Promosso ricorso nell’interesse di quest’ultima, la C.T.P. di Napoli lo accoglieva ed annullava l’accertamento con riferimento al merito fiscale del gravame.
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Tuttavia, ancorché il motivo accolto fosse assorbente, non aderiva all’ampia argomentazione normativa, giurisprudenziale e dottrinale con cui lo Studio patrocinante metteva in evidenza l’assenza di legittimazione passiva in capo alla società fiduciaria per gli accertati debiti fiscali della società il cui capitale sociale era stato fiduciariamente intestato. In breve: il mandato fiduciario è un negozio di matrice germanistica, ragion per cui il pactum fiduciae genera un’interposizione fittizia – e non reale – di persona, con la conseguenza che la proprietà sostanziale dei beni fiduciariamente intestati rimane sempre e solo in capo al fiduciante, l’unico che deve rispondere dei debiti (anche tributari) connessi ai beni schermati.
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           L’Ufficio soccombente avanzava appello, chiedendo la riforma della sentenza di primo grado con riferimento alla tematica tributaria, segnalando altresì la contraddittorietà della sentenza, che accoglieva il ricorso pur disattendendone il motivo preliminare, afferente al difetto di legittimazione passiva.
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           La società fiduciaria si costituiva in appello, chiedendo la conferma dell’accoglimento del motivo fiscale, avanzando, tuttavia, appello incidentale in ordine all’eccezione della mancanza di legittimazione passiva in capo alla fiduciaria, non accolta in prime cure. Tematica nodale e determinante per l’intero sistema delle società fiduciarie.
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           In sede di controdeduzioni all’appello incidentale, l’Ufficio appellante rilevava carenza d’interesse ad agire in capo alla società fiduciaria, giacché, a dire dell’Agenzia Entrate, un simil gravame non avrebbe apportato alcun beneficio concreto, attuale ed economicamente valutabile in capo alla società fiduciaria, se non una mera presa d’atto dell’accoglimento del ricorso introduttivo.
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           La società fiduciaria presentava memoria illustrativa ex art. 32 D. Lgs. 546/1992, rilevando l’infondatezza dell’eccezione di carenza d’interesse ad agire, sulla scorta anche di un recente arresto delle Sezioni Unite.
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Intervenuta la discussione della causa all’udienza del 28.6.2021, i Giudici di secondo grado trattenevano in decisione.
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           La C.T.R. Campania, sez. 15, ha recentemente depositato la sentenza con la quale ha:
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           - respinto l’appello principiale dell’Agenzia Entrate di Napoli I, confermando la pronuncia della C.T.P. di Napoli;
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           - accolto l’appello incidentale della società fiduciaria.
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           L’accoglimento del gravame incidentale è rilevante, preliminarmente, sotto un profilo strettamente processuale, perché la C.T.R. Campania ritiene sussistente l’interesse ad agire della società fiduciaria, sulla scorta del principio recentemente consolidato dalle Sezioni Unite della Cassazione nell’arresto 12/05/2017, n. 11799: “l'interesse ad ottenere che in appello si ridiscuta dell'eccezione di merito ritenuta infondata, sarà del convenuto, che ha solo una soccombenza c.d. virtuale sull'eccezione, cioè una soccombenza che non ha inciso sull'esito finale della decisione che gli è favorevole … Qualora un'eccezione di merito sia stata respinta in primo grado … la devoluzione al giudice d'appello della sua cognizione, da parte del convenuto rimasto vittorioso quanto all'esito finale della lite, esige la proposizione del gravame incidentale”.
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Con riferimento al merito dell’appello incidentale, la C.T.R. Campania, discostandosi dalla lettura fornita dalla C.T.P. di Napoli, ha aderito alle ampie argomentazioni apportate dalla società fiduciaria, riconoscendo il principio di opponibilità del pactum fiduciae - contenuto nel mandato fiduciario di gestione statica di valori - all’Agenzia delle Entrate. Trattasi d’intestazione meramente formale, in cui la proprietà sostanziale dei beni intestati alla fiduciaria rimane sempre e solo in capo al fiduciante, che impartisce istruzioni per l’amministrazione degli stessi e l’esercizio dei diritti a loro connessi. Con riferimento alle obbligazioni derivanti dalla proprietà dei beni intestati fiduciariamente, comprese quelle di natura tributaria verso l’Erario, è solo il fiduciante che deve farvi fronte, essendo la società fiduciaria solo intestataria formale.
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           L’accoglimento dell’appello incidentale coincide, in concreto, con l’erroneo coinvolgimento della società fiduciaria nell’avviso di accertamento originario, e, quindi, con la fondatezza dell’eccezione di difetto di legittimazione passiva della stessa, che in primo grado era stata erroneamente disattesa.
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 04 Oct 2021 16:24:05 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.mststudiolegale.com/la-societa-fiduciaria-non-risponde-delle-obbligazioni-tributarie-del-fiduciante</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
    </item>
    <item>
      <title>Sospetto di illecito - controllo sul pc del dipendente</title>
      <link>https://www.mststudiolegale.com/sospetto-di-illecito-controllo-sul-pc-del-dipendente</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cc73d2ec/dms3rep/multi/photo-1516387938699-a93567ec168e.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Sospetto di illecito - controllo sul pc del dipendente da parte del datore – casi e limiti
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Corte Cass., Sez. VI, Ord. 21.9.2021 n. 25530
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La Cassazione sezione lavoro è intervenuta, con una recentissima pronuncia, a precisare il perimetro di legittimità del controllo del datore di lavoro sul p.c. dei dipendenti, in caso di sospetto d’illecito.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dopo un ampio ed interessante excursus normativo e giurisprudenziale, è stato fissato il seguente principio di diritto, a cui, nel caso di specie, dovrà attenersi la Corte d’Appello di Roma, in diversa composizione, interessata dal rinvio: Sono consentiti i controlli anche tecnologici posti in essere dal datore di lavoro finalizzati alla tutela di beni estranei al rapporto di lavoro o ad evitare comportamenti illeciti, in presenza di un fondato sospetto circa la commissione di un illecito, purché sia assicurato un corretto bilanciamento tra le esigenze di protezione di interessi e beni aziendali, correlate alla libertà di iniziativa economica, rispetto alle imprescindibili tutele della dignità e della riservatezza del lavoratore, sempre che il controllo riguardi dati acquisiti successivamente all'insorgere del sospetto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Non ricorrendo le condizioni suddette la verifica della utilizzabilità a fini disciplinari 
          &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           dei dati raccolti dal datore di lavoro andrà condotta alla stregua dell'art. 4 L. n. 300/1970, in particolare dei suoi 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           commi 2 e 3.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 27 Sep 2021 13:24:35 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.mststudiolegale.com/sospetto-di-illecito-controllo-sul-pc-del-dipendente</guid>
      <g-custom:tags type="string">controllo pc,sospetto illecito</g-custom:tags>
    </item>
    <item>
      <title>Debiti tributari di società di capitali</title>
      <link>https://www.mststudiolegale.com/debiti-tributari-di-societa-di-capitali</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cc73d2ec/dms3rep/multi/photo-1620202304714-23f7b437d856.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Debiti tributari di società di capitali – responsabilità di ex amministratore e/o liquidatore - esclusione
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Corte Cass., Sez. VI, Ord. 21.9.2021 n. 25530
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La Cassazione ha riaffermato un principio sostanziale di rilevante interesse: va esclusa la responsabilità solidale dell’amministratore e/o liquidatore per l’obbligazione tributaria di una società di capitali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L'autonomia patrimoniale perfetta che caratterizza questa tipologia societaria implica l'esclusiva imputabilità alla società dell'attività svolta in suo nome e dei relativi debiti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tale principio non conosce alcuna deroga con riferimento alle obbligazioni di carattere tributario.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La particolare ipotesi di responsabilità prevista dall'art. 36 D.P.R. 602/73 a carico di liquidatori, amministratori e soci di società in liquidazione, è infatti una particolare ipotesi di responsabilità per obbligazione propria ex lege, ed ha natura civilistica e non tributaria, in quanto trova il suo fondamento in un credito civilistico fondato sulla violazione degli artt. 1176 e 1218 c.c., non ponendo detta norma alcuna coobbligazione di debiti tributari a carico di tali soggetti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 17 Sep 2021 13:19:45 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.mststudiolegale.com/debiti-tributari-di-societa-di-capitali</guid>
      <g-custom:tags type="string">società capitali,debiti tributari</g-custom:tags>
    </item>
    <item>
      <title>Caducazione di titolo esecutivo in pendenza</title>
      <link>https://www.mststudiolegale.com/caducazione-di-titolo-esecutivo-in-pendenza</link>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cc73d2ec/dms3rep/multi/notifica-giudiziaria-notaio-titolo.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Caducazione di titolo esecutivo in pendenza di opposizione all’esecuzione – pronuncia di cessazione della materia del contendere e liquidazione spese per soccombenza virtuale – domanda risarcitoria da esecuzione imprudente – giudice competente
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Corte Cass., Sezioni Unite civili, sent. 21.9.2021 n. 25478
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le Sezioni Unite civili della Suprema Corte hanno risolto un contrasto giurisprudenziale relativo al tema della caducazione del titolo esecutivo in pendenza di giudizio d’opposizione all’esecuzione, promossa sulla base dell’anzidetto titolo non definitivo. Il Supremo Collegio ha stabilito che, in questa circostanza, la sopravvenuta caducazione del titolo, per effetto di una pronuncia del giudice della cognizione, determina che il giudizio d’opposizione all'esecuzione debba definirsi non con l'accoglimento dell'opposizione, bensì con una pronuncia di cessazione della materia del contendere ad opera del giudice dell’opposizione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Spetta altresì a quest’ultimo il compito di regolare le spese processuali, secondo il criterio della soccombenza virtuale, da valutare in relazione ai soli motivi originari di opposizione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ulteriore aspetto trattato dalle S.U. è quale sia il giudice competente a decidere sulla domanda di risarcimento dei danni provocati da un'esecuzione intrapresa in difetto della normale prudenza, in forza di un titolo esecutivo di formazione giudiziale non definitivo, successivamente caducato, e, quindi, quale sia la sede naturale per proporre tale domanda. Tre possibili scenari secondo le Sezioni Unite: a) la domanda risarcitoria da esecuzione imprudente va proposta, di regola, in sede di cognizione, ossia nel giudizio in cui si è formato o deve divenire definitivo il titolo esecutivo, allorché quel giudizio sia ancora pendente e non vi siano preclusioni di natura processuale; b) in quest'ultimo caso, invece, la domanda va rivolta al giudice dell'opposizione all'esecuzione; c) in via residuale, solo laddove sussista un'ipotesi di impossibilità di fatto o di diritto alla proposizione della domanda anche in sede di opposizione all'esecuzione, potrà esserne consentita la proposizione in un giudizio autonomo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 03 Sep 2021 13:17:08 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.mststudiolegale.com/caducazione-di-titolo-esecutivo-in-pendenza</guid>
      <g-custom:tags type="string">titolo esecutivo</g-custom:tags>
    </item>
    <item>
      <title>Avvocati – pagamento compensi per prestazioni professionali</title>
      <link>https://www.mststudiolegale.com/avvocati-pagamento-compensi-per-prestazioni-professionali</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cc73d2ec/dms3rep/multi/photo-1450101499163-c8848c66ca85.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Avvocati – pagamento compensi per prestazioni professionali – si al decreto ingiuntivo previo parere di congruità del Consiglio dell’Ordine.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Corte Cass., Sezioni Unite civili, sent. (ud. 25.5.2021) 8.7.2021 n. 19427
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Rilevante epilogo per la categoria forense, con riferimento al procedimento di recupero coattivo dei crediti professionali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le Sezioni Unite civili della Suprema Corte, a fronte dell’iniziativa del Procuratore generale presso la Corte di Cassazione, che ha chiesto, ai sensi del 1° comma dell’art. 363 c.p.c., l’enunciazione, nell’interesse della legge, dei principi di diritto a cui avrebbe dovuto attenersi il Tribunale di Roma nell’ambito di un procedimento monitorio attivato da un avvocato per il recupero di crediti professionali, hanno confermato l’iter già seguito da tempo dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Concretamente, l’avvocato può procedere al recupero dei propri crediti per prestazioni professionali tramite il ricorso per decreto ingiuntivo, corredato da parcella sottoscritta dal legale (assistita da una presunzione di veridicità) e dal parere di congruità del Consiglio dell’Ordine di appartenenza (vincolante nella fase di emissione del decreto ingiuntivo, ma non anche nel giudizio di opposizione), che verrà rilasciato - alla luce dell’evoluzione normativa in materia - sulla base dei parametri per compensi professionali ex Legge 31.12.2012 n. 247 e dei relativi decreti ministeriali attuativi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 27 Aug 2021 13:12:13 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.mststudiolegale.com/avvocati-pagamento-compensi-per-prestazioni-professionali</guid>
      <g-custom:tags type="string">Compensi,Avvocati,Parcelle</g-custom:tags>
    </item>
    <item>
      <title>Separazione consensuale e divorzio congiunto – trasferimento immobili e diritti reali senza intervento del notaio</title>
      <link>https://www.mststudiolegale.com/separazione-consensuale-e-divorzio-congiunto-trasferimento-immobili-e-diritti-reali-senza-intervento-del-notaio</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cc73d2ec/dms3rep/multi/divorzio-d675ab6a.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Separazione consensuale e divorzio congiunto – trasferimento immobili e diritti reali senza intervento del notaio – ammissibilità – verbale d’udienza – titolo per trascrizione ex art. 2657 c.c.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Corte Cass., Sezioni Unite civili, sent. 29.7.2021 n. 21761
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ripercorsi gli orientamenti di dottrina e giurisprudenza contrastanti, le Sezioni Unite si sono espresse in adesione alla posizione aperturista in materia: è possibile per i coniugi, in sede di divorzio congiunto e/o di separazione consensuale, trasferire beni immobili senza l’intervento del notaio.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In particolare, le clausole dell’accordo di divorzio a domanda congiunta, o di separazione consensuale, che riconoscano ad uno o ad entrambi i coniugi la proprietà esclusiva di beni mobili o immobili, o di altri diritti reali, ovvero ne operino il trasferimento a favore di uno di essi, o dei figli, al fine di assicurarne il mantenimento, sono valide in quanto il predetto accordo, inserito nel verbale di udienza redatto da un ausiliario del giudice e destinato a far fede di ciò che in esso è stato attestato, assume forma di atto pubblico ex art. 2699 c.c. e, ove implichi il trasferimento di diritti reali immobiliari, costituisce, dopo la sentenza di divorzio (che, rispetto alle pattuizioni relative alla prole e ai rapporti economici, ha valore di pronuncia dichiarativa) ovvero dopo l’omologazione, valido titolo per la trascrizione ex art. 2657 c.c
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 03 Aug 2021 13:05:37 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.mststudiolegale.com/separazione-consensuale-e-divorzio-congiunto-trasferimento-immobili-e-diritti-reali-senza-intervento-del-notaio</guid>
      <g-custom:tags type="string">Separazione,diritti reali</g-custom:tags>
    </item>
    <item>
      <title>PRIVACY – DAL 1° LUGLIO 2021 NUOVA MODALITA’ SEGNALAZIONE DATA BREACH</title>
      <link>https://www.mststudiolegale.com/privacy-dal-1-luglio-2021-nuova-modalita-segnalazione-data-breach</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Il Garante informa che dal 1° luglio 2021 le notifiche di violazioni vanno effettuate solo …
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cc73d2ec/dms3rep/multi/unnamed.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;b&gt;&#xD;
    
          Privacy – Data Brach – dal 1° Luglio 2021 nuova procedura di segnalazione on line sul sito del Garante
         &#xD;
  &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Provvedimento del Garante n. 209 del 27.5.2021
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il Garante della Privacy ha notiziato tramite il proprio sito istituzionale in ordine alla nuova procedura on line per la segnalazione dei “data breach”, ovverossia degli eventi di violazione dei dati personali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          È importante rilevare che a far tempo dal 1° Luglio 2021 l’unica modalità di notifica delle violazioni anzidette al Garante sarà di natura telematica, accedendo all’indirizzo https://servizi.gpdp.it/
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tale percorso varrà anche per l’invio d’informazioni integrative afferenti a notifiche trasmesse con le previgenti modalità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il soggetto che ha presentato la notifica ed il titolare del trattamento, una volta completato l’iter della segnalazione, riceveranno un documento informatico contenente le informazioni inserite al momento della notifica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In caso d’informazioni carenti, i titolari riceveranno messaggi automatici per le dovute integrazioni, con l’indicazione delle motivazioni.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 19 Jul 2021 07:29:15 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.mststudiolegale.com/privacy-dal-1-luglio-2021-nuova-modalita-segnalazione-data-breach</guid>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>PRIVACY – SANZIONE NEL FOOD DELIVERY PER ILLECITO TRATTAMENTO DEI DATI DEI RIDER</title>
      <link>https://www.mststudiolegale.com/privacy-sanzione-nel-food-delivery-per-illecito-trattamento-dei-dati-dei-rider</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Sanzionata società di food delivery per illecito trattamento dei dati tramite …
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cc73d2ec/dms3rep/multi/photo-1526367790999-0150786686a2.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;b&gt;&#xD;
    
          Privacy – sanzione del Garante a società di food delivery – illecito trattamento dei dati dei rider
         &#xD;
  &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Provvedimento del Garante n. 234 del 10 giugno 2021
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il Garante della Privacy ha sanzionato una società di “food delivery” irrogando una sanzione da 2,6 milioni di Euro, a fronte di accertata violazione del trattamento dei dati dei propri rider.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il punto dolente individuato dall’Authority afferisce, in particolare, a gravi illeciti derivanti dall’utilizzo di algoritmi per la gestione dei propri dipendenti, oltre a violazioni dello statuto dei lavoratori.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dalla complessa istruttoria è emerso che la società sanzionata non aveva provveduto a: -) informare correttamente i lavoratori sul funzionamento della piattaforma digitale; -) fornire garanzie circa l’esattezza e la correttezza dei risultati dei sistemi algoritmici, adottati ai fini della valutazione dei rider; -) garantire procedure per tutelare il diritto di ottenere l’intervento umano, esprimere la propria opinione e contestare le decisioni adottate mediante l’utilizzo degli algoritmi in questione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il Garante ha imposto alla società sanzionata di verificare l’esattezza e pertinenza dei dati utilizzati dal sistema, al fine di minimizzare il rischio di errori e di distorsioni, nonché d’individuare misure che evitino utilizzi errati e discriminatori dei meccanismi reputazionali basati sul feedback dei clienti e dei partner commerciali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/cc73d2ec/dms3rep/multi/photo-1526367790999-0150786686a2.jpg" length="137137" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 08 Jul 2021 07:22:05 GMT</pubDate>
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      <g-custom:tags type="string">food delivery,rider</g-custom:tags>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>- Impugnazione riconoscimento paternità – Incostituzionale l’Art. 263, 3° Comma, c.c.</title>
      <link>https://www.mststudiolegale.com/impugnazione-riconoscimento-paternita-incostituzionale-lart-263-3-comma-c-c</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         L’autore del riconoscimento di paternità può agire entro un anno dal momento in cui …
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cc73d2ec/dms3rep/multi/negative-space-father-daughter-forest-walk-Custom-1.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;b&gt;&#xD;
    
          Impugnazione del riconoscimento di paternità – art. 263 c.c. – terzo comma incostituzionale – la decorrenza annuale dell’azione riguarda ogni ipotesi di scoperta della non paternità (non solo la cognizione d’impotenza).
         &#xD;
  &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Corte Cost. sent. n. 133 del 25.6.2021
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Importante intervento della Consulta che ha dichiarato l’incostituzionalità del comma terzo dell’art. 263 cod. civ. in tema di impugnazione del riconoscimento di paternità per difetto di veridicità. Il comma è stato ritenuto costituzionalmente illegittimo nella parte in cui non consente che, per l’autore del riconoscimento, il termine per proporre l’azione di impugnazione decorra dalla conoscenza della non paternità
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il Giudice delle leggi, pertanto, censura la previsione normativa secondo cui, per l’autore del riconoscimento, il dies a quo relativo al termine annuale di decadenza, decorre dalla mera scoperta dell’impotenza al tempo del concepimento o, in alternativa, dall’annotazione del riconoscimento sull’atto di nascita.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ne discenderebbe una irragionevole disparità di trattamento fra autori del riconoscimento, che possano provare l’impotenza, ed autori del riconoscimento non affetti da tale patologia, che siano parimenti venuti a conoscenza della non veridicità della paternità biologica, quando oramai sia decorso il termine annuale conteggiato a partire dall’annotazione del riconoscimento.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Pertanto, il termine annuale di decadenza decorre, per l’autore del riconoscimento, dalla mera scoperta della non paternità, che in sé abbraccia qualsivoglia ragione l’abbia determinata.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/cc73d2ec/dms3rep/multi/negative-space-father-daughter-forest-walk-Custom-1.jpg" length="78487" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 18 Jun 2021 07:04:49 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.mststudiolegale.com/impugnazione-riconoscimento-paternita-incostituzionale-lart-263-3-comma-c-c</guid>
      <g-custom:tags type="string">riconoscimento,paternità</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/cc73d2ec/dms3rep/multi/negative-space-father-daughter-forest-walk-Custom-1.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/cc73d2ec/dms3rep/multi/negative-space-father-daughter-forest-walk-Custom-1.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>- Conversione in legge del D.L. SOSTEGNI N°41/2021</title>
      <link>https://www.mststudiolegale.com/conversione-in-legge-del-d-l-sostegni-n41-2021</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
   Spunta il voucher per clienti di palestre, centri sportivi e piscine …

                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cc73d2ec/dms3rep/multi/euro.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;!--StartFragment--&gt;    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    D.L. SOSTEGNI N. 41/2021 – IMMINENTE LA CONVERSIONE IN LEGGE
    
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
                        
       Tra le novità del maxi emendamento =&amp;gt; Palestre, centri sportivi e piscine –
mancata esecuzione dei contratti di abbonamento con i clienti causa epidemia
Covid – tre possibilità: a) rimborso ai clienti; b) lezioni a distanza; c) voucher
pari al credito vantato.
    
                      &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  Nella legge di conversione del DL Sostegni, molto interessante il nuovo tenore
dell’articolo 36-ter, comma 4.
La chiusura, causa emergenza sanitaria, dei centri sportivi, palestre e piscine ha
causato l’inevitabile sopravvenuta impossibilità della prestazione sportiva, con
riferimento ai contratti di abbonamento sottoscritti ex articolo 1463 del Codice civile.
Nella legge di conversione è prevista la possibilità per gli esercenti servizi sportivi di
riconoscere ai propri clienti abbonati, alternativamente al rimborso o allo svolgimento
delle attività sportive con modalità a distanza (ove fattibili), un voucher di valore pari
al credito vantato, utilizzabile entro sei mesi dalla fine dello stato di emergenza
nazionale.
I clienti avranno quindi tre soluzioni a disposizione: il rimborso, le lezioni con
modalità a distanza (se praticabili) ed il voucher.
Inoltre, la nuova disposizione introduce l’obbligo di adempimento anche per gli 


  
                    &#xD;
    &lt;!--StartFragment--&gt;                          abbonamenti con durata variabile da pochi giorni, fino a due/tre settimane.
  
                    &#xD;
    &lt;!--EndFragment--&gt;    &lt;!--EndFragment--&gt;  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/cc73d2ec/dms3rep/multi/euro.jpg" length="156513" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 10 May 2021 00:00:00 GMT</pubDate>
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      <g-custom:tags type="string">voucher,decreto,legge,sostegni,covid</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/cc73d2ec/dms3rep/multi/euro.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>- Leasing traslativo e non retroattività della legge 124/2017</title>
      <link>https://www.mststudiolegale.com/leasing-traslativo-e-non-retroattivita-della-legge-124-2017</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
  La Legge 124/2017 in tema di leasing finanziario non ha effetti retroattivi allorché  ...

                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cc73d2ec/dms3rep/multi/photo-1516387938699-a93567ec168e.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;!--StartFragment--&gt;    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    Leasing traslativo – Efficacia intertemporale della Legge 124/2017 – esclusione
retroattività – permane applicazione analogica dell’art. 1526 c.c. – fallimento
dell’utilizzatore - onere probatorio del concedente in sede di ammissione al
passivo
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
                        
       Cassazione civile, SS.UU., Sent. (data ud. 1.12.2020) 28.1.2021 n. 2061
    
                      &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  Le Sezioni Unite civili si sono espresse in ordine all’efficacia intertemporale della
Legge 124/2017 (“Legge annuale per il mercato e la concorrenza”) con riferimento
alle disposizioni in essa contenute ai commi da 136 a 140 dell’art. 1, in tema di
leasing finanziario. In particolare, con questa importante pronuncia il Supremo
Collegio ha stabilito due importanti principi, superando un contrasto tra sezioni
semplici:
a) la Legge n. 124/2007 (art. 1, commi 136-140) non ha effetti retroattivi e si applica
per i contratti di leasing finanziario in cui i presupposti della risoluzione per
inadempimento dell’utilizzatore non si siano ancora verificati al momento della sua
entrata in vigore; ne deriva che per i contratti risolti in precedenza, rispetto ai quali
sia intervenuto il fallimento dell’utilizzatore solo a seguito della risoluzione
contrattuale, rimane valida la distinzione tra leasing di godimento e leasing traslativo,
applicandosi per quest’ultima fattispecie, in via analogica, la disciplina dell’art. 1526
c.c. e non , invece, quella prevista dall’art. 72 quater l.f.
b) Ai sensi dell’art. 1526 c.c., in caso di fallimento dell’utilizzatore, allorché il
concedente intenda vedersi riconosciuta la propria qualità di creditore concorrente,
dovrà presentare domanda d’insinuazione al passivo con cui, invocando
l’applicazione dell’eventuale clausola penale prevista a suo favore, dovrà consentire
al G.D. di valutare l’equità o l’eccessività dell’anzidetta penale. In particolare, dovrà
indicare la somma esattamente ricavata dalla diversa alienazione del bene oggetto di
leasing, o, in mancanza, allegare alla domanda una stima attendibile del valore di 


  
                    &#xD;
    &lt;!--StartFragment--&gt;                          mercato del bene, al momento del deposito della domanda stessa.
  
                    &#xD;
    &lt;!--EndFragment--&gt;    &lt;!--EndFragment--&gt;  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/cc73d2ec/dms3rep/multi/photo-1516387938699-a93567ec168e.jpg" length="72251" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 16 Feb 2021 00:00:00 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.mststudiolegale.com/leasing-traslativo-e-non-retroattivita-della-legge-124-2017</guid>
      <g-custom:tags type="string">leasing,norme,legge</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/cc73d2ec/dms3rep/multi/photo-1516387938699-a93567ec168e.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>- Consumatore esonerato da prestazioni per fornitura non richiesta</title>
      <link>https://www.mststudiolegale.com/consumatore-esonerato-da-prestazioni-per-fornitura-non-richiesta</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
  Se la fornitura non è stata richiesta ed il contratto contiene firma falsa …

                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cc73d2ec/dms3rep/multi/photo-1450101499163-c8848c66ca85.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;!--StartFragment--&gt;    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    Contratti con il consumatore - pratiche commerciali scorrette - fornitura non
richiesta – firma apocrifa - nessun costo a carico del consumatore - indebito
arricchimento ex art. 2041 c.c. - esclusione
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
                        
       Cass. civ., sez. III, Ord. 12.1.2021 n. 261

    
                      &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  Interessante ordinanza della Suprema Corte che, intervenendo in ordine ad un ricorso
avanzato da un consumatore, ha cassato la sentenza d’appello del Tribunale di
Brindisi, sancendo che, in caso di fornitura di servizio non richiesta dalla persona
fisica, sulla scorta di un contratto corredato da una firma apocrifa, deve trovare
applicazione, ratione temporis, l’art. 57 del Codice del Consumo (“Fornitura non
richiesta”), secondo cui il consumatore non è tenuto ad alcuna prestazione.
Tale esonero, precisa la Suprema Corte, è da intendersi esteso anche alla parte di
prestazione ricevuta, ancorché non richiesta, comprendendo la previsione del
succitato art. 57 del Codice del Consumo anche le obbligazioni restitutorie,
indennitarie e/o da ingiustificato arricchimento ex art. 2041 c.c.
Ne deriva che nulla il consumatore dovrà restituire al professionista.
  
                    &#xD;
    &lt;!--EndFragment--&gt;  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/cc73d2ec/dms3rep/multi/photo-1450101499163-c8848c66ca85.jpg" length="59237" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 12 Jan 2021 00:00:00 GMT</pubDate>
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      <g-custom:tags type="string">forniture,firma,falsa</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/cc73d2ec/dms3rep/multi/photo-1450101499163-c8848c66ca85.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>- No al reato di omesso versamento IVA se la causa del dissesto è inevitabile</title>
      <link>https://www.mststudiolegale.com/no-al-reato-di-omesso-versamento-iva-se-la-causa-del-dissesto-e-inevitabile</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
  Il reato di omesso versamento IVA può essere scongiurato se l’imprenditore prova  ...

                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cc73d2ec/dms3rep/multi/photo-1554224155-1696413565d3.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;!--StartFragment--&gt;    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    La crisi d'impresa, se adeguatamente provata, può scongiurare la condanna per
il reato di omesso versamento dell’IVA
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
                        
       Cassazione penale, III° Sezione, 14 Dicembre 2020, n. 35696.
    
                      &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  La terza sezione penale della Suprema Corte di Cassazione ha cassato con rinvio, per
un nuovo giudizio di merito, la sentenza di secondo con cui la Corte d’Appello aveva
condannato un imprenditore per il reato di omesso versamento dell’iva, ex art. 10 ter
D. Lgs. 74/2000, sulla scorta della ritenuta insussistenza della forza maggiore e della
presenza, invece, del dolo generico richiesto dalla fattispecie tipica.
La Suprema Corte, invero, ha innanzitutto rammentato che il dissesto societario può
rilevare come causa di forza maggiore allorché siano assolti dall’imprenditore gli
oneri di allegazione funzionali a dimostrare la richiamata crisi di liquidità ed il fatto
che la stessa non sarebbe stata risolvibile neppure tramite il ricorso a procedure ad
hoc da valutarsi in concreto, compreso il ricorso al credito bancario.
Ha pure ricordato che il mancato pagamento di somme da parte dei clienti
dell’impresa non esclude di per sé il dolo generico richiesto dalla fattispecie.
Spetta all’imprenditore dimostrare di aver posto in essere, senza successo e per causa
a lui non imputabile, tutte le misure idonee a reperire la liquidità necessaria per
adempiere il proprio debito fiscale.
Purtuttavia, laddove, come nel caso di specie, l’imprenditore imputato abbia 


  
                    &#xD;
    &lt;!--StartFragment--&gt;                          apportato elementi concreti per attestare l’impossibilità di superamento della crisi
finanziaria, per fatti a sé non imputabili, introducendo altresì la testimonianza
dirimente del consulente fiscale circa numerosi crediti non incassati, nonché il
tentativo infruttuoso di ricorrere al credito bancario, anche con garanzie personali, la
sussistenza della fattispecie penale può essere esclusa.
La Corte d’appello non doveva ignorare tali circostanze, ma valutarle e soppesarle
attentamente, al fine d’infliggere o meno la condanna ex art. 10 ter D. Lgs. 74/2000.
  
                    &#xD;
    &lt;!--EndFragment--&gt;    &lt;!--EndFragment--&gt;  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/cc73d2ec/dms3rep/multi/photo-1554224155-1696413565d3.jpg" length="90906" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 16 Dec 2020 00:00:00 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.mststudiolegale.com/no-al-reato-di-omesso-versamento-iva-se-la-causa-del-dissesto-e-inevitabile</guid>
      <g-custom:tags type="string">iva,versamento,crisi,impresa</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/cc73d2ec/dms3rep/multi/photo-1554224155-1696413565d3.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>- L’abuso della domanda di concordato preventivo</title>
      <link>https://www.mststudiolegale.com/labuso-della-domanda-di-concordato-preventivo</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
   La Suprema Corte interviene con una pronuncia molto importante in tema di concordato preventivo ...

                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cc73d2ec/dms3rep/multi/photo-1523287562758-66c7fc58967f.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;!--StartFragment--&gt;    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    L’abuso della domanda di concordato preventivo – scrutinio della
correttezza e buona fede del debitore rispetto alla richiesta di
sospensione di contratti pendenti ex art. 169 bis L.F.
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
                        
      Cassazione civile, I° Sezione, Sent. 23.11.2020 n. 26568
    
                      &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  La sentenza della Prima Sezione civile della S.C. è particolarmente significativa ed
interessante perché, con un percorso motivazionale ben strutturato, coglie l’occasione di
cristallizzare più di un principio giuridico in tema di proposizione di domanda di concordato
preventivo.
Giova partire dall’ultimo principio di diritto nell’interesse della legge che gli Ermellini, in
ossequio all’art. 363 c.p.c., hanno elaborato:
1. Il giudice, nella disamina dell’ammissibilità della domanda di concordato preventivo
contenente richiesta di sospensione dei contratti pendenti, ex art. 169 bis l.f., deve verificare
che il debitore abbia agito in conformità ai principi della correttezza e buona fede
nell’esecuzione del contratto, in modo da evitare un ingiusto pregiudizio all’altro
contraente, con conseguente abuso dello strumento concordatario.
La Cassazione ha poi fissato altri due principi di diritto rilevanti:
2. Nel concordato preventivo l’accertamento con efficacia di giudicato circa l’esistenza,
l’entità ed il rango del credito relativo all’indennizzo, cui ha diritto il terzo contraente che
abbia subito lo scioglimento del contratto ex art. 169 bis l.f., va effettuato, come per tutti i
restanti crediti concorsuali, nelle forme della cognizione ordinaria.
Rimane fermo in capo al giudice delegato ed al tribunale, in sede di omologazione, il potere
di ammettere in tutto o in parte i crediti contestati, ai soli fini del voto concordatario e del
calcolo delle maggioranze.
È stato poi precisato che l’anzidetto credito da indennizzo ha natura concorsuale, in quanto
va soddisfatto come credito anteriore al concordato, anche quando la facoltà di scioglimento
ex art. 169 bis l.f. sia stata esercitata dal debitore successivamente al deposito del ricorso.
3. Infine, l’autorizzazione alla sospensione o allo scioglimento dal contratto pendente, ex
art. 169 bis l.f. presuppone che, al momento della presentazione della domanda di
concordato preventivo, esso non abbia avuto compiuta esecuzione da entrambe le parti,
avuto riguardo alle prestazioni principali del sinallagma contrattuale.
Di conseguenza, l’istituto dello scioglimento/sospensione previsto dalla norma sopra
richiamata non è applicabile ai contratti a prestazioni corrispettive in cui una delle parti
abbia già compiutamente eseguito la propria prestazione.
  
                    &#xD;
    &lt;!--EndFragment--&gt;    &lt;!--EndFragment--&gt;  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/cc73d2ec/dms3rep/multi/photo-1523287562758-66c7fc58967f.jpg" length="89762" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 11 Nov 2020 00:00:00 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.mststudiolegale.com/labuso-della-domanda-di-concordato-preventivo</guid>
      <g-custom:tags type="string">concordato,cassazione</g-custom:tags>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>- Si al preliminare di preliminare quando esiste causa concreta</title>
      <link>https://www.mststudiolegale.com/si-al-preliminare-di-preliminare-quando-esiste-causa-concreta</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
  Valido il preliminare di preliminare di compravendita immobiliare se ...

                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cc73d2ec/dms3rep/multi/photo-1591453214154-c95db71dbd83.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;!--StartFragment--&gt;    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    È valido il preliminare del preliminare di compravendita immobiliare laddove
ne sussista la causa concreta.
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
                        
      Cassazione civile, II° Sezione, 28 Ottobre 2020, n. 23736
    
                      &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  Interessante pronuncia della Cassazione che, richiamando l’arresto delle Sezioni
Unite 4628/2015, coglie l’occasione per ribadire che il contratto preliminare di un
preliminare non è di per sé nullo per mancanza di causa.
Infatti, laddove le parti abbiano optato per una fattispecie negoziale a formazione
progressiva, con una prima fase preliminare avente un contenuto negoziale differente
da quello del successivo preliminare, il primo contratto conserva validità, avendo una
propria causa concreta ed un assetto d’interessi vincolanti, voluto dai contraenti.
Può quindi sussistere una contrattazione preliminare di compravendita immobiliare
scandita in due fasi: una prima, caratterizzata da un proprio assetto d’interessi e da un
vincolo volto alla stipula di un preliminare di compravendita, ed una seconda, quella
del preliminare vero e proprio, volta alla stipula del definitivo.
Il primo vincolo dovrà essere valutato dal giudice di merito e potrà ritenersi valido,
munito di causa concreta e produttivo di effetti allorché volto ad una formazione
progressiva del contratto, secondo un programma d’interessi realizzato gradualmente. 
  
                    &#xD;
    &lt;!--EndFragment--&gt;  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 07 Oct 2020 00:00:00 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.mststudiolegale.com/si-al-preliminare-di-preliminare-quando-esiste-causa-concreta</guid>
      <g-custom:tags type="string">compravendita,preliminari</g-custom:tags>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>- Arresto delle Sezioni Unite: la disciplina antiusura si applica anche agli interessi moratori</title>
      <link>https://www.mststudiolegale.com/arresto-delle-sezioni-unite-la-disciplina-antiusura-si-applica-anche-agli-interessi-moratori</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
   Le Sezioni Unite intervengono sulla disciplina antiusura rispetto agli interessi moratori ...

                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cc73d2ec/dms3rep/multi/photo-1620202304714-23f7b437d856.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;!--StartFragment--&gt;    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    Arresto delle Sezioni Unite: la disciplina antiusura si applica anche
agli interessi moratori
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
                        
       Cassazione civile, Sezioni Unite, Sent. 18.9.2020 n. 19597
    
                      &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  Con la sentenza n. 19597, depositata il 18 Settembre 2020, le Sezioni Unite della Corte di
Cassazione hanno affermato l’importante principio secondo il quale la disciplina antiusura
trova applicazione anche con riferimento agli interessi moratori, atteso che con essa si
intende sanzionare la pattuizione d’interessi eccessivi convenuti al momento della stipula
del contratto di finanziamento, quale corrispettivo per la concessione del denaro, nonché la
promessa di qualsiasi somma usuraria dovuta in relazione al negozio concluso.
Le S.U. hanno altresì precisato che: -) non è indicativa la mancata menzione dell’interesse
di mora nel t.e.g.m.; -) trova applicazione l’art. 1815, 2° c., c.c., di talché non sono dovuti
gl’interessi di mora pattuiti, ma quelli lecitamente convenuti, ex art. 1224, 1° c., c.c.; -) il
debitore che agisce per l’accertamento dell’entità usuraria degli interessi, ha l’onere della
prova circa il tipo contrattuale, la clausola negoziale, il tasso moratorio in concreto
applicato, l’eventuale qualità di consumatore, la misura del t.e.g.m. nel periodo considerato,
unitamente agli altri elementi contenuti nel decreto ministeriale di riferimento; -) la
controparte deve, invece, allegare e provare i fatti modificativi od estintivi delle pretese 


  
                    &#xD;
    &lt;!--StartFragment--&gt;                          avanzate dal debitore.
  
                    &#xD;
    &lt;!--EndFragment--&gt;    &lt;!--EndFragment--&gt;  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 29 Sep 2020 00:00:00 GMT</pubDate>
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      <g-custom:tags type="string">usura,sanzioni</g-custom:tags>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>- Onere attivazione procedimento di mediazione - grava sul creditore opposto</title>
      <link>https://www.mststudiolegale.com/onere-attivazione-procedimento-di-mediazione-grava-sul-creditore-opposto</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
  Importantissimo approdo delle Sezioni unite civili della Suprema Corte ... 

                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cc73d2ec/dms3rep/multi/Roma_2011_08_07_Palazzo_di_Giustizia.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;!--StartFragment--&gt;                          Onere attivazione procedimento di mediazione - opposizione a decreto
ingiuntivo – grava sul creditore opposto – pena revoca del decreto ing.
Cassazione civile, Sezioni Unite, Sent. 18.9.2020 n. 19596
Importantissimo approdo delle Sezioni unite civili della Suprema Corte in ordine ad una
delle querelle processuali più fitte dal 2015 ad oggi.
Con la sentenza n. 19596, depositata il 18 Settembre 2020, il supremo consesso civile,
dirimendo un contrasto articolato, che vedeva fronteggiarsi ragioni parimenti sostenibili a
far tempo dalla sentenza di Cass. n. 24629/2015, ha stabilito che, in caso di opposizione a
decret
  
                    &#xD;
    &lt;!--EndFragment--&gt;    &lt;!--StartFragment--&gt;                          to ingiuntivo, una volta decise le istanze di concessione o sospensione della
provvisoria esecuzione, l’onere di promuovere la procedura di mediazione è a carico
della parte opposta. Ne deriva che laddove la stessa non si attivi, alla pronuncia
d’improcedibilità di cui all’art. 5, comma 1 bis, del D. L
  
                    &#xD;
    &lt;!--EndFragment--&gt;    &lt;!--StartFragment--&gt;                          gs. 28/2010, conseguirà la revoca 


  
                    &#xD;
    &lt;!--StartFragment--&gt;                          del decreto ingiuntivo.
  
                    &#xD;
    &lt;!--EndFragment--&gt;    &lt;!--EndFragment--&gt;  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/cc73d2ec/dms3rep/multi/Roma_2011_08_07_Palazzo_di_Giustizia.jpg" length="478311" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 15 Sep 2020 00:00:00 GMT</pubDate>
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      <g-custom:tags type="string">cassazione,corte,mediazione,oneri</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/cc73d2ec/dms3rep/multi/Roma_2011_08_07_Palazzo_di_Giustizia.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>- Danno non patrimoniale da lesione privacy - principio di tolleranza della lesione minima</title>
      <link>https://www.mststudiolegale.com/danno-non-patrimoniale-da-lesione-privacy-principio-di-tolleranza-della-lesione-minima</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
   La Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza suindicata, ha rammentato che non è esatto affermare che ...

                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cc73d2ec/dms3rep/multi/photo-1584433144859-1fc3ab64a957.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;!--StartFragment--&gt;    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    Dovere di segretezza delle informazioni bancarie – danno non patrimoniale da
lesione privacy – verifica della lesione e della gravità 
    
                      &#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
                        
      del danno – principio di
tolleranza della lesione minima.
    
                      &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
                        
       Cassazione civile, VI° Sezione, 20 agosto 2020, n. 17383.

    
                      &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  La Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza suindicata, ha rammentato che non
è esatto affermare che gli artt. 11 e 15 del D.lgs. n. 196 del 2003 riconoscano il danno
in re ipsa per il solo fatto della diffusione dei dati personali, ma è necessaria, ai fini
della risarcibilità del danno non patrimoniale, la verifica della gravità della lesione e
della serietà del danno lamentato dagli interessati. Infatti, anche per il diritto alla
protezione dei dati personali opera il bilanciamento con il principio di solidarietà ex
art. 2 Cost., di cui il principio di tolleranza della lesione minima è intrinseco
presupposto. Pertanto, determina una lesione ingiustificabile e risarcibile del diritto
anzidetto non la mera violazione delle prescrizioni poste dall’art. 11 del codice della
privacy, ma solo quella che ne offenda in modo sensibile la sua portata effettiva.
  
                    &#xD;
    &lt;!--EndFragment--&gt;  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/cc73d2ec/dms3rep/multi/photo-1584433144859-1fc3ab64a957.jpg" length="113576" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 02 Sep 2020 00:00:00 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.mststudiolegale.com/danno-non-patrimoniale-da-lesione-privacy-principio-di-tolleranza-della-lesione-minima</guid>
      <g-custom:tags type="string">privacy,diritto</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/cc73d2ec/dms3rep/multi/photo-1584433144859-1fc3ab64a957.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>- Principio di contestazione dei fatti - non è sufficiente affermare che manchi la prova della circostanza</title>
      <link>https://www.mststudiolegale.com/principio-di-contestazione-dei-fatti-non-e-sufficiente-affermare-che-manchi-la-prova-della-circostanza</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
  La Cassazione ha precisato che non è sufficiente affermare che manchi la prova della circostanza, ma occorre negare... 

                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cc73d2ec/dms3rep/multi/photo-1450101499163-c8848c66ca85.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;!--StartFragment--&gt;    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    Principio di contestazione dei fatti - non è sufficiente affermare che
manchi la prova della circostanza, ma occorre negare il fatto storico.
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
   Con l’ordinanza n. 17889 del 27 Agosto 2020, la Sesta Sezione della Cassazione ha fatto
chiarezza circa un tema nodale del nostro ordinamento: il principio di contestazione dei
fatti, che può determinare in modo preponderante anche il percorso decisionale del giudice,
come previsto dall’art. 115, 1° c., c.p.c.
La Suprema Corte, cassando con rinvio la decisione dei Giudici di secondo grado, ha
precisato che l’affermare che di un fatto storico manchi la prova non equivale a ritenere
contestato quel fatto, dovendosi necessariamente negare la circostanza fattuale, per
raggiungere l’anzidetto risultato.
  
                    &#xD;
    &lt;!--EndFragment--&gt;    &lt;!--EndFragment--&gt;  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/cc73d2ec/dms3rep/multi/photo-1450101499163-c8848c66ca85.jpg" length="59237" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 26 Aug 2020 00:00:00 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.mststudiolegale.com/principio-di-contestazione-dei-fatti-non-e-sufficiente-affermare-che-manchi-la-prova-della-circostanza</guid>
      <g-custom:tags type="string">prove,testimoni</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/cc73d2ec/dms3rep/multi/photo-1450101499163-c8848c66ca85.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>- Inammissibilità prova testi su contratto ad probationem - eccezione di parte</title>
      <link>https://www.mststudiolegale.com/inammissibilita-prova-testi-su-contratto-ad-probationem-eccezione-di-parte</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
  La questione posta alle S.U. è se l’eccezione d’inammissibilità...  

                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cc73d2ec/dms3rep/multi/testimonial.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;!--StartFragment--&gt;    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    Inammissibilità della prova testimoniale di un contratto che deve
essere provato per iscritto.
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
                        
       La questione posta alle S.U. è se l’eccezione d’inammissibilità della prova per
testi di un contratto con forma scritta ad probationem sia rilevabile d’ufficio o
solo su istanza di parte.
    
                      &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  Con la sentenza n. 16723 del 5 agosto 2020, le SS.UU civili della Cassazione hanno risolto
un contrasto giurisprudenziale, precisando che:
- l’inammissibilità della prova testimoniale di un contratto con forma scritta ad probationem
non può essere rilevata d'ufficio, ma deve essere eccepita dalla parte interessata prima
dell'ammissione del mezzo istruttorio, sulla scorta del fatto che tale divieto, ai sensi dell'art.
2725, comma 1, c.c., attiene alla tutela processuale d’interessi privati, ragion per cui
potrebbe anche formare oggetto di rinuncia – persino tacita – ad opera delle parti
interessate;
- nell’ipotesi in cui, nonostante l'eccezione d'inammissibilità, la prova sia stata ugualmente
assunta, è onere della parte interessata opporne la nullità secondo le modalità previste
dall'art. 157, comma 2, c.p.c., “rimanendo altrimenti la stessa ritualmente acquisita, senza
che detta nullità possa più essere fatta valere in sede di impugnazione”.
  
                    &#xD;
    &lt;!--EndFragment--&gt;  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 03 Aug 2020 00:00:00 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>- Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 aprile 2020 – Mediazione civile obbligatoria</title>
      <link>https://www.mststudiolegale.com/conversione-in-legge-con-modificazioni-del-decreto-legge-30-aprile-2020-mediazione-civile-obbligatoria</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
  Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 aprile 2020 – Mediazione civile obbligatoria... 

                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cc73d2ec/dms3rep/multi/manz1.JPG" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;!--StartFragment--&gt;    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 aprile 2020 –
Mediazione civile obbligatoria – controversie in materia di obbligazioni
contrattuali – rispetto delle misure di contenimento del contagio COVID19.
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
                        
      Legge n. 70 del 25 giugno 2020, in G.U. n. 162, 29 giugno 2020.
      
                        &#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
   Il Senato, approvando con un voto di fiducia il maxi-emendamento del Governo sulla
conversione in legge del D.L. 30 aprile 2020, n. 28, recante misure in materia di
giustizia civile, amministrativa e contabile e misure urgenti per l’introduzione del
sistema di allerta COVID-19, ha introdotto, tramite la Legge di conversione
25.6.2020 n. 70, il comma 6 ter dell’articolo 3 del D.L. 23 febbraio 2020 n. 6
(convertito in Legge 5.3.2020 n. 13), prevedendo l’esperimento del tentativo di
mediazione come condizione di procedibilità in ordine alle controversie derivanti da
mancato adempimento di obbligazioni contrattuali, ascrivibile all’emergenza
sanitaria. Con ciò s’intende che dovrà essere obbligatoriamente tentata la mediazione
civile per tutte le liti, sorte od insorgende, in relazione a contratti che non siano stati
adempiuti, o che non siano stati eseguiti correttamente, per fatti e/o circostanze
riconducibili alla pandemia in corso.
  
                    &#xD;
    &lt;!--EndFragment--&gt;  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 15 Jul 2020 00:00:00 GMT</pubDate>
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      <g-custom:tags type="string">contratti,lavoro,covid</g-custom:tags>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>- Contratti tra professionista e la P. A.</title>
      <link>https://www.mststudiolegale.com/titolo-del-post</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
  Contratto tra professionista e P.A. – Necessaria la forma scritta ad substantiam...

                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cc73d2ec/dms3rep/multi/pa.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;!--StartFragment--&gt;    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    Contratto tra professionista e P.A. – Necessaria la forma scritta ad substantiam -
Nullità insanabile – Irrilevanza della delibera dell’organo collegiale che ha
autorizzato il conferimento dell’incarico.
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
                        
       Cassazione civile, Sez. II, Ord. 15 Giugno 2020, n. 11465.

    
                      &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  La Suprema Corte di Cassazione, con l’ordinanza suindicata, ha accolto il ricorso di
un ente comunale che, oppostosi al decreto ingiuntivo notificatogli da parte di un
architetto, ai fini del pagamento di somme a titolo di compenso professionale, aveva
chiesto la declaratoria di nullità del contratto intercorso con il professionista, per
assenza della forma scritta ad substantiam. Pronunciandosi in tal senso, la Corte ha
infatti affermato che il contratto d’opera professionale con la Pubblica
amministrazione, anche nei casi in cui questa agisca iure privatorum, deve essere
redatto in forma scritta, pena la sua nullità insanabile. Da ciò ne deriva l’esclusione
che la sussistenza di tale contratto possa ricavarsi da altri atti, come ad esempio la
delibera dell’organo collegiale che ha autorizzato il conferimento dell’incarico, a cui
sia seguita, altresì, l’accettazione per iscritto del professionista.
  
                    &#xD;
    &lt;!--EndFragment--&gt;  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 10 Jun 2020 00:00:00 GMT</pubDate>
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      <g-custom:tags type="string">pubblicaamministrazione,p.a.</g-custom:tags>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>- Danno differenziale – Differenza tra ristoro civilistico e liquidazione Inail</title>
      <link>https://www.mststudiolegale.com/danno-differenziale-differenza-tra-ristoro-civilistico-e-liquidazione-inail</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
  Danno differenziale – Differenza tra ristoro civilistico e liquidazione Inail...

                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cc73d2ec/dms3rep/multi/inail.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;!--StartFragment--&gt;    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    Danno differenziale – Differenza tra ristoro civilistico e liquidazione
Inail – Ristoro Inail satisfattivo del solo danno biologico permanente –
Danno da inabilità temporanea da porre a carico del datore di lavoro.
    
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
                        
       Cassazione civile, Sezione lavoro, Ord. 18.5.2020 n. 9083
      
                        &#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  Con l’ordinanza n. 9083 del 18 Maggio 2020, la Sezione lavoro della Cassazione ha avuto
occasione di rimarcare che la diversità strutturale e funzionale tra l’indennizzo Inail ed il
risarcimento del danno secondo i criteri civilistici non consente di ritenere che le somme
versate dall’Istituto assicuratore possano considerarsi integralmente satisfattive del
pregiudizio subito dal soggetto infortunato o ammalato. Il giudice del merito, che liquida il
danno civile, è tenuto a procedere secondo il principio delle “poste omogenee”, comparando
il danno liquidato con il ristoro Inail, che copre il solo danno biologico permanente.
Occorre, in primo luogo, distinguere il danno non patrimoniale dal danno patrimoniale,
comparando quest’ultimo alla quota Inail rapportata alla retribuzione ed alla capacità
lavorativa specifica dell’assicurato.
Con riferimento, poi, al danno non patrimoniale, vanno espunte dall’importo liquidato a
titolo di danno civilistico le voci escluse dalla copertura assicurativa (ossia danno morale e
danno biologico temporaneo), per poi decurtare dall’importo così ricavato il valore capitale
della sola quota della rendita Inail, destinata a ristorare il danno biologico permanente.
  
                    &#xD;
    &lt;!--EndFragment--&gt;  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/cc73d2ec/dms3rep/multi/inail.jpg" length="52505" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 12 May 2020 00:00:00 GMT</pubDate>
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      <g-custom:tags type="string">liquidazione,Inail</g-custom:tags>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>- Pensione di reversibilità</title>
      <link>https://www.mststudiolegale.com/pensione-di-reversibilita</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
  Concorso tra coniuge divorziato e coniuge superstite – Pensione di reversibilità...

                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cc73d2ec/dms3rep/multi/pensione.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;!--StartFragment--&gt;    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    Concorso tra coniuge divorziato e coniuge superstite – Pensione di reversibilità –
criteri di ripartizione – principale rilevanza della durata dei matrimoni –
criterio integrabile dal giudice di merito con equità e discrezionalità.
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
                        
      Cassazione civile, Sezione Lavoro, Ord. 28 Aprile 2020, n. 8263

    
                      &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  La Suprema Corte di Cassazione, con la suddetta ordinanza, ha accolto il ricorso in
questione rammentando che, in caso di concorso tra coniuge divorziato e coniuge
superstite, la ripartizione del trattamento di reversibilità deve essere effettuata
ponderando, con prudente apprezzamento, oltre che la durata dei rispettivi matrimoni
(criterio principale), anche altri eventuali elementi correttivi di carattere equitativo,
applicati con discrezionalità, correlati alla finalità solidaristica dell’istituto, quali le
condizioni economiche dei soggetti interessati, la durata delle rispettive convivenze
prematrimoniali e l’entità dell’assegno divorzile percepito
  
                    &#xD;
    &lt;!--EndFragment--&gt;  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/cc73d2ec/dms3rep/multi/pensione.jpg" length="102127" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 13 Apr 2020 00:00:00 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.mststudiolegale.com/pensione-di-reversibilita</guid>
      <g-custom:tags type="string">pensione,reversibilità</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/cc73d2ec/dms3rep/multi/pensione.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>- Fallimento – Insinuazione al passivo –</title>
      <link>https://www.mststudiolegale.com/fallimento-insinuazione-al-passivo</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
  Fallimento – Insinuazione al passivo – sufficienza dell’individuazione della causa...

                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cc73d2ec/dms3rep/multi/fallimento.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;!--StartFragment--&gt;    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    Fallimento – Insinuazione al passivo – sufficienza dell’individuazione della causa
del credito - Irrilevanza dell’indicazione della norma di legge da cui trae origine
il diritto di prelazione vantato.
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
                        
      Cassazione civile, VI° Sezione, 5 Marzo 2020, n. 6342.
    
                      &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  La Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza suindicata, in rigetto del primo
motivo di un più articolato ricorso, ha affermato che, nonostante il disposto dell’art.
93, 4° c., L.F. preveda che il ricorso per l'insinuazione al passivo debba contenere
l'indicazione del titolo di prelazione che si intende far valere, quale requisito della
domanda di ammissione in via privilegiata, suddetta indicazione non è prescritta a
pena di decadenza, sicché il giudice, in sede di verifica, deve tenere conto del
principio generale secondo cui l'oggetto della domanda si identifica sulla base dei
complessivi assunti contenuti in quest'ultima e dei documenti alla stessa allegati.
Pertanto, in mancanza dell’indicazione della norma di legge che giustifica il preteso
diritto di prelazione, la richiesta di collocazione in sede privilegiata non è inficiata se
accompagnata da un’inequivoca esposizione della causa del credito, non essendo
prescritta, a pena di decadenza, l'indicazione degli estremi delle norme che fondano il
diritto fatto valere, in base al principio per il quale jura novit curia.
  
                    &#xD;
    &lt;!--EndFragment--&gt;  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 10 Mar 2020 00:00:00 GMT</pubDate>
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      <g-custom:tags type="string">fallimento,passività</g-custom:tags>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>- Diritto del Condomino di prendere visione dei documenti contabili</title>
      <link>https://www.mststudiolegale.com/diritto-del-condomino-di-prendere-visione-dei-documenti-contabili</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
  Condominio – impugnazione delibera assembleare – diritto di richiedere...

                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cc73d2ec/dms3rep/multi/condomini.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;!--StartFragment--&gt;    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    Condominio – impugnazione delibera assembleare – diritto di richiedere ed
ottenere l’esibizione dei documenti contabili in qualsiasi momento.
    
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
                        
      Cassazione civile, II° Sezione, 20 Febbraio 2020, n. 4445.
    
                      &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  La Suprema Corte di Cassazione, con l’ordinanza suindicata, in accoglimento del
quarto motivo di un più articolato ricorso, ha cassato la sentenza con la quale la Corte
d’Appello rigettò il gravame sul presupposto che la richiesta avanzata dal condomino
in merito alla presa visione dei documenti contabili fosse tardiva in vista della data di
assemblea. In questa occasione, infatti, la Corte ha rammentato un consolidato
principio giurisprudenziale, disatteso dal giudice di merito, secondo cui «in tema di
comunione dei diritti reali, ciascun comproprietario ha la facoltà di richiedere e di
ottenere dall’amministratore del condominio l’esibizione dei documenti contabili in
qualsiasi tempo (e non soltanto in sede di rendiconto annuale e di approvazione del
bilancio da parte dell’assemblea) e senza l’onere di specificare le ragioni della
richiesta (finalizzata a prendere visione o estrarre copia dei documenti), purché
l’esercizio di tale facoltà non ostacoli l’attività di amministrazione, non sia contrario
ai principi di correttezza e non si risolva in un onere economico del condominio».
  
                    &#xD;
    &lt;!--EndFragment--&gt;  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 12 Feb 2020 00:00:00 GMT</pubDate>
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      <g-custom:tags type="string">condominio,contabilità</g-custom:tags>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>- Invalidità atto di citazione - possibile valenza di atto interruttivo della prescrizione</title>
      <link>https://www.mststudiolegale.com/invalidita-atto-di-citazione-possibile-valenza-di-atto-interruttivo-della-prescrizione</link>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
  La Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza... 

                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cc73d2ec/dms3rep/multi/giudizio.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;!--StartFragment--&gt;    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    Invalidità atto di citazione – conservazione effetti sostanziali - possibile valenza
di atto interruttivo della prescrizione.
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
                        
      Cassazione civile, III° Sezione, 8 Gennaio 2020, n. 124.
    
                      &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  La Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza suindicata, in accoglimento del
secondo motivo di un più articolato ricorso, ha rammentato che l’atto di citazione
invalido come domanda giudiziale, ovverossia inidoneo a produrre gli effetti
processuali suoi propri, può tuttavia valere come atto di costituzione in mora del
debitore da parte del creditore, interruttivo della prescrizione, allorché, per il suo
specifico contenuto e per i risultati a cui è rivolto, possa essere considerato come
richiesta scritta di adempimento stragiudiziale, rivolta al debitore (nel caso di specie
la disamina dell’atto di citazione aveva consentito di ravvisare nello stesso tutti gli
elementi necessari e sufficienti per qualificarlo quale atto di messa in mora: richiesta
di risarcimento danni ed indicazione dei soggetti ritenuti responsabili).
  
                    &#xD;
    &lt;!--EndFragment--&gt;  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/cc73d2ec/dms3rep/multi/giudizio.jpg" length="132155" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 22 Jan 2020 00:00:00 GMT</pubDate>
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      <g-custom:tags type="string">citazione,atti</g-custom:tags>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>-Riduzione assegno divorzile - ex moglie non autosufficiente - elevato costo della vita</title>
      <link>https://www.mststudiolegale.com/riduzione-assegno-divorzile-ex-moglie-non-autosufficiente-elevato-costo-della-vita</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
  La Suprema Corte di Cassazione, con l’ordinanza suindicata, ha confermato...

                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cc73d2ec/dms3rep/multi/divorzio.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;!--StartFragment--&gt;    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    Riduzione assegno divorzile - ex moglie non economicamente autosufficiente -
presenza di un elevato costo della vita.
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
                        
      Cassazione civile, VI° Sezione, ordinanza del 9 Gennaio 2020, n. 174.
    
                      &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  La Suprema Corte di Cassazione, con l’ordinanza suindicata, ha confermato quanto
statuito dalla corte d’appello territorialmente competente, statuendo che, allorché la
ex moglie non sia economicamente autosufficiente, l’obbligato ha diritto ad una
riduzione dell’assegno di mantenimento, se lo stesso è residente in una città con costo
della vita elevato. Detto principio è stato enucletato in ragione del fatto che il marito,
obbligato al versamento dell’assegno di mantenimento, risiedeva a Roma, ovvero in
una città con costi della vita notevoli, ed in ragione dei costi per la cura e l’assistenza
dovuti alle sue condizioni di salute.
  
                    &#xD;
    &lt;!--EndFragment--&gt;  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 10 Jan 2020 00:00:00 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>- Notifiche telematiche</title>
      <link>https://www.mststudiolegale.com/notifiche-telematiche</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
  La Corte di Cassazione corregge l'errore materiale e ...

                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cc73d2ec/dms3rep/multi/notifiche.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;!--StartFragment--&gt;    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    Notifiche telematiche – validità del registro INI PEC.
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
                        
       La Cassazione provvede ad emendare l’errore materiale.
    
                      &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
   La Suprema Corte di Cassazione, con ordinanza di correzione di errore materiale n. 29749/2019 –
sezione sesta civile – ha provveduto ad emendare l’errore materiale contenuto nella propria
ordinanza n. 24160/2019, confermando la piena validità del Registro INI-PEC ai fini delle notifiche
telematiche.
  
                    &#xD;
    &lt;!--EndFragment--&gt;  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 11 Dec 2019 00:00:00 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.mststudiolegale.com/notifiche-telematiche</guid>
      <g-custom:tags type="string">pec,notifiche,telematiche</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/cc73d2ec/dms3rep/multi/notifiche.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>- Anatocismo e Usura</title>
      <link>https://www.mststudiolegale.com/anatocismo-e-usura</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
  Gli interessi moratori vanno assoggettati alla disciplina antiusura?

                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cc73d2ec/dms3rep/multi/euro.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;!--StartFragment--&gt;    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    Usura e superamento del tasso soglia.
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
                        
      La questione è se gli interessi moratori vadano assoggettati o meno alla
disciplina antiusura.
    
                      &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
   La Cassazione, con l’ordinanza interlocutoria 22 Ottobre 2019, n. 26946, ha rimesso la
questione al Primo Presidente, per l’assegnazione alle Sezioni Unite.
Alla luce di interpretazioni ondivaghe, la prima Sezione della S.C. ha ritenuto ineludibile un
ulteriore approfondimento della questione riguardante la riferibilità della disciplina
antiusura anche agli interessi moratori, dovendosi esaminare, anche alla stregua del tenore
letterale dell’art. 644 c.p. e dell’art. 2 della L. n. 108 del 1996, nonché delle indicazioni
emergenti dai lavori preparatori di quest’ultima legge, se il principio di simmetria comporti
l’esclusione o meno dell’assoggettamento degli interessi di mora alla disciplina antiusura.
Trattandosi di tematica dal notevole impatto socio-economico, si attende che il Primo
Presidente, ai sensi dell’art. 374 c.p.c., stabilisca la sussistenza dei presupposti per
l’assegnazione della causa alle Sezioni Unite.
Una risposta, quella del plenum degli Ermellini, che potrà incidere notevolmente sugli
equilibri contrattuali di settore.
  
                    &#xD;
    &lt;!--EndFragment--&gt;  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 13 Nov 2019 00:00:00 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.mststudiolegale.com/anatocismo-e-usura</guid>
      <g-custom:tags type="string">Anatocismo,Usura</g-custom:tags>
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